giovedì, dicembre 30, 2010

Il metodo di Dio per vincere l'ansia

Di Giuliano Santangelo

http://www.cristolibera.it/vincere_ansia.html

Filippesi 4:6,7 Non angustiatevi di nulla, ma in ogni cosa fate conoscere le vostre richieste a Dio in preghiere e suppliche, accompagnate da ringraziamenti. E la pace di Dio, che supera ogni intelligenza, custodirà i vostri cuori e i vostri pensieri in Cristo Gesù.

Se vi chiedessi - “Avete mai ucciso qualcuno, rubato un’auto, rapinato una banca, investito una persona e poi siete scappati via, tradito vostro marito o vostra moglie?” - probabilmente rispondereste - “No, mai!”.

Se, invece, vi chiedessi - “Vi considerate dei tipi ansiosi?” – è molto probabile che rispondereste - “Sì, molto”. Ma cosa c’entra l’essere ansiosi con il rubare, l’uccidere o il tradire…? La risposta la troviamo nella definizione di ansia.

Cosa non significa essere ansiosi

Essere ansiosi non vuol dire curarsi di qualcosa o preoccuparsi di farla nel modo giusto. Lo stesso apostolo Paolo era preoccupato per le chiese che aveva fondato, soprattutto quando venivano insegnate false dottrine o vi erano situazioni evidenti di peccato: in questi casi scriveva loro delle lettere molto specifiche, allo scopo di combattere i falsi insegnamenti o risolvere le situazioni peccaminose.

Essere ansiosi non vuol dire neanche fare dei piani per il futuro o essere prudenti e saggi nell’amministrazione dei nostri beni. La Bibbia ci insegna a fare progetti e a essere saggi nel gestire le nostre risorse (vedi Proverbi 6:6:11).

Dunque, possiamo concludere che Dio si aspetta da noi una preoccupazione giusta ed equilibrata per le cose che ci accadono.

Cosa significa essere ansiosi

Il termine “ansia” in greco significa “rottura o divisione interna che provoca distrazione” e indica uno stato d’animo che presuppone la presenza di una battaglia interna. Diventiamo ansiosi quando pensiamo troppo ai nostri problemi e ci preoccupiamo eccessivamente per le cose sulle quali non possiamo avere un controllo completo; essere ansiosi significa lasciarsi opprimere dal peso delle preoccupazioni e avere paura del futuro.

E’ triste constatare che alcuni credenti provano quasi piacere nell’essere ansiosi, ma la realtà è che secondo la Bibbia esserlo è un peccato. Ecco qual è il legame tra l’ansia e l’omicidio, il rubare e il tradimento: sono peccati!

Perché l’ansia è un peccato

Quando siamo ansiosi mettiamo in dubbio la cura di Dio per la nostra vita, quindi rifiutiamo di credere alla sua promessa di una continua provvidenza e protezione; Dio ci richiede di non essere ansiosi, quindi quando lo siamo veniamo meno a un suo preciso ordine (Matt. 6:25 e segg.). Ecco perché essere ansiosi è un peccato!

In Filippesi 4:6, 7 Paolo ripete l’ordine di Dio: “Non siate in ansietà per cosa alcuna, ma in ogni cosa le vostre richieste siano rese note a Dio mediante preghiera e supplica, con ringraziamento. E la pace di Dio, che sopravanza ogni intelligenza, custodirà i vostri cuori e le vostre menti in Cristo Gesù.”.

L’apostolo sta dicendo letteralmente “Smettete di essere ansiosi, toglietevelo dalla mente”, ma non si limita a questo perchè insieme all’ordine ci dà il metodo. E’ interessante notare che il metodo di Dio per vincere l’ansia si racchiude in una sola parola: preghiera! Ci sono 3 motivi per i quali la preghiera è l’unico metodo per combattere l’ansia: primo perchè

  • E’ UN ORDINE

Dio ci ordina di pregare, non abbiamo bisogno di altre spiegazioni, è il metodo che lui ha scelto per affrontare l’ansia.

Vi siete mai chiesti quand’è che cominciamo a essere ansiosi? L’ansia nasce dal momento che ci accorgiamo di non essere capaci di affrontare un problema, perché è più grande di noi o perché non siamo in grado di averne il pieno controllo: è in quel momento che bisogna accettare il fatto che la responsabilità della sua soluzione non è nostra. Questo è il vero concetto della preghiera, cioè trasferire il nostro peso su Dio, perché la responsabilità di risolverlo è la sua!

Nel vs. 6 Paolo spiega in che modo dobbiamo trasferire i nostri pesi su Dio: con ringraziamento. Il ringraziamento non ci è stato dato come un optional della nostra preghiera, ma fa parte della volontà di Dio per la nostra vita (1Tess. 5:18). L’essere riconoscenti è una protezione, perché ci ricorda che tutto ciò che abbiamo è un dono di Dio e che quello che è stato in grado di fare per noi ieri, sarà in grado di farlo anche oggi e domani. Pregare con ringraziamento ci permetterà di accettare totalmente quello che Dio permette nella nostra vita.

Il secondo motivo per cui la preghiera è l’unico metodo per combattere l’ansia è perché essa

  • E’ COMPLETA

Sempre nel vs. 6 Paolo dice di non essere ansiosi “per cosa alcuna”, ma di pregare “per ogni cosa”. La preghiera è completa perchè non c’è niente che non possiamo portare a Dio, nessun problema è troppo pensante per lui, la sua ricetta per l’ansia funziona per ogni cosa: futuro, finanze, salute, figli, vita spirituale, un messaggio da predicare, un tesi da preparare... Ogni cosa fa parte di quello che possiamo portare al Signore in preghiera, niente è escluso. Questa certezza è fondata sul fatto che Dio è sovrano, ha tutto sotto controllo e sa perfettamente ciò di cui ogni suo figlio ha bisogno: “… il Padre vostro celeste sa che avete bisogno di tutte queste cose” (Matt. 6:31, 32).

L’ultimo motivo per il quale la preghiera è l’unico metodo per combattere l’ansia è perché essa

  • HA UNA MERAVIGLIOSA CONSEGUENZA

Se seguiamo le istruzioni di Dio ci sarà un risultato meraviglioso nella parte più profonda di noi stessi, cioè nel nostro cuore: la pace di Dio (vs. 7). Notate che Paolo non dice che il problema sarà immediatamente risolto, ma che in mezzo al problema avremo la pace di Dio.

La pace di Dio descritta in questo versetto ha 6 caratteristiche.

  • E’ una conseguenza (“… e la pace di Dio…”). La pace di Dio è la conseguenza del comportamento descritto nel vs. 6: spesso non abbiamo pace nel cuore perché non mettiamo in pratica il vs. 6 e continuiamo a voler tenere tutto il peso del problema o parte di esso per noi, invece che trasferirlo completamente sul Signore. Questo significa che non basta pregare tanto per farlo (tipo formula magica), ma bisogna sinceramente e definitivamente liberarsi del peso.
  • Non dipende dalla risposta. Paolo non fa nessun riferimento alla risposta alle nostre preghiere, quasi come se non fosse così importante, a dimostrazione del fatto che possiamo avere pace qualunque sia la risposta di Dio, persino se dovessimo attenderla a lungo.
  • Non si può spiegare (“…sopravanza ogni intelligenza…”). E’ proprio vero: non si può spiegare come si possa avere pace nel cuore quando siamo sotto pressione, ma la pace di cui stiamo parlando non ha niente a che fare con il concetto umano di pace. La pace che Dio ci promette è indipendente dall’evolversi della situazione e quando sarà nel nostro cuore saremo spinti a chiederci: “Come è possibile?”.
  • E’ impenetrabile (“…custodirà i vostri cuori e le vostre menti…”). Letteralmente significa che Dio costruisce una fortezza intorno al nostro cuore per proteggerlo: con questa pace nel cuore l’ansia non può vincerci perché è Dio stesso che sta facendo fortezza intorno al nostro cuore.
  • E’ in Cristo Gesù. E’ questa la sua sfera di azione. Carey Hardy ha detto: “La pace di Dio è solo per quelli che hanno pace con Dio”, cioè per i Suoi figli.
  • E’ la pace di Dio. Nel testo originale greco l’espressione “la pace di Dio” indica “la pace che viene dalla sorgente”, cioè da Dio stesso. Dio non è ansioso e la pace che noi riceviamo è la stessa pace che risiede nel suo cuore, quella che fa parte del suo essere e che lui è disposto a darci.

L’ordine di Dio è chiaro: non siate ansiosi per nulla! La preghiera sarà la nostra arma vincente, spetta a noi decidere se utilizzarla o continuare a lasciarci opprimere dall’ansia.

venerdì, novembre 26, 2010

Isaia 31

La salvezza proviene da Dio soltanto Is 30:1-7; 36:6, 9; Sl 20:7-81 Guai a quelli che scendono in Egitto in cerca di soccorso,hanno fiducia nei cavalli,confidano nei carri, perché sono numerosi, e nei cavalieri,perché sono molto potenti,ma non guardano al Santo d'Israele e non cercano il SIGNORE!2 Eppure, anch'egli è saggio; fa venire il malee non revoca le sue parole; ma insorge contro la casa dei malvagie contro il soccorso degli artefici d'iniquità.3 Gli Egiziani sono uomini, e non Dio;i loro cavalli sono carne, e non spirito;quando il SIGNORE stenderà la sua mano,il protettore inciamperà, cadrà il protetto,e periranno tutti assieme.

Is 30:27, ecc.; 37:26, ecc.; Pr 21:30-314 Poiché così mi ha detto il SIGNORE:«Come il leone o il leoncello rugge sulla sua preda,benché una folla di pastori gli sia raccolta contro,non si spaventa alla loro voce,né si lascia intimidire dallo strepito che fanno,così scenderà il SIGNORE degli esercitia combattere sul monte Sion e sul suo colle.5 Come gli uccelli spiegano le ali sulla loro nidiata,così il SIGNORE degli eserciti proteggerà Gerusalemme;la proteggerà, la libererà,la risparmierà, la farà scampare».6 Tornate a colui dal quale vi siete così profondamente allontanati,o figli d'Israele!7 Poiché, in quel giorno, ognuno getterà via i suoi idoli d'argentoe i suoi idoli d'oro,che le vostre mani hanno fatto per peccare.8 «Allora l'Assiro cadrà, non per una spada d'uomo;una spada, che non è d'uomo, lo divorerà;egli fuggirà davanti alla spadae i suoi giovani saranno resi schiavi.9 La sua rocca fuggirà spaventata e i suoi prìncipi saranno atterriti davanti al vessillo»,dice il SIGNORE che ha il suo fuoco in Sione la sua fornace in Gerusalemme.

giovedì, novembre 25, 2010

Imparare dai piccoli animali

Proverbi 30:24-28

24 Ci sono quattro animali fra i più piccoli della terra,
e tuttavia pieni di saggezza:
25 le formiche, popolo senza forza,
che si preparano il cibo durante l'estate;
26 gli iraci, popolo non potente,
che fissano la loro abitazione nelle rocce;
27 le locuste, che non hanno re,
e procedono tutte, divise per schiere;
28 la lucertola, che puoi prendere con le mani,
eppure si trova nei palazzi dei re.

sabato, novembre 13, 2010

Conosciamo il Signore!

Osea 6:3
Conosciamo il SIGNORE, sforziamoci di conoscerlo!
La sua venuta è certa, come quella dell'aurora;
egli verrà a noi come la pioggia,
come la pioggia di primavera che annaffia la terra».

10 PASSI PER DEBELLARE LA DEPRESSIONE

da http://www.paroladidio.com/speciali/archivio_speciali/63.htm
A nessuno piace la depressione, sebbene tutti prima o poi ne siano vittime durante la propria vita. Alcuni ne sono soggetti più di altri, a seconda del grado di autocommiserazione che hanno raggiunto. Comunque è ormai certo che essa non dipende dal “metabolismo”, da “altre persone” né dalla “tensione della vita”, ma dal nostro atteggiamento mentale nei confronti delle tensioni che provocano la depressione.

1) Il primo e più importante passo per vincere la depressione è accettare Gesù Cristo come personale Salvatore. Con tutto il rispetto dovuto alle capacità della vostra mente e della vostra volontà, non riuscirete mai ad evitare la depressione senza l’aiuto di Dio. Uno dei tragici errori della psicologia moderna, che propone vari metodi per sviluppare e migliorare la personalità umana, consiste nella presunzione che l’uomo non abbia bisogno di Dio per non cadere vittima della depressione. Eppure Gesù Cristo ha detto: “Senza di me non potete fare nulla” (Giovanni 15:5), e quindi se volete che la vostra vittoria sulla depressione sia definitiva, dovete cominciare con l’invitare Gesù nella vostra vita.

2) Il secondo passo è camminare nello Spirito. Accettare Gesù Cristo come Salvatore e camminare nello Spirito giorno dopo giorno, non sono esperienze identiche. Naturalmente la seconda esperienza dipende dalla prima. Il passo più importante per essere ripieni dello Spirito, consiste nel consacrare completamente la propria vita a Cristo. Infatti l’egocentrismo causa sempre la depressione. Se dunque fate di Cristo il Signore della vostra vita, sarete in grado di evitare l’autocommiserazione e l’egocentrismo e tutte le naturali espressioni di egoismo.

3) Il terzo passo consiste nel perdonare quelli che vi offendono. E’ impossibile camminare nello Spirito a lungo se non si ubbidisce al comandamento di Cristo che ci ingiunge di perdonare quelli che ci offendono (Matteo 6:12). Le persone soggette a depressione pensano sempre, consciamente o inconsciamente, a qualche caro parente che li ha respinti o offesi nella loro fanciullezza o gioventù. Ma finché non perdoneranno quella persona, non potranno mai debellare la depressione. Anzi, non matureranno nemmeno spiritualmente (Matteo 6:14-15). Il rancore che un cristiano carnale cova nel suo cuore è spiritualmente, mentalmente, emotivamente e fisicamente dannoso. Questo spirito di risentimento non ha mai come oggetto una sola persona. Come il cancro nel fisico umano, il risentimento è una malattia mentale che si autoalimenta fino ad eliminare dalla persona ogni espressione d’amore e qualsiasi sano sentimento.

4) Il quarto passo è rinnovare ogni giorno la propria mente. Il modo migliore per trasformare sul serio la vostra vita, consiste nel rinnovare la vostra mente mediante la Parola di Dio. Il modo di pensare ed agire mondano è così diverso da quello di Dio che è quasi impossibile ricevere un vero aiuto dal mondo. Così come nutriamo ogni giorno il nostro corpo, così dovremmo nutrire la nostra mente con ciò che aiuta il nostro sviluppo spirituale. La vera sapienza, infatti, viene da Dio e si trova nella “biblioteca” della verità divina, cioè nella Sacra Bibbia. Soltanto leggendo, studiando, meditando, imparando a memoria ed ascoltando le parole dettate dalla Sua sapienza, potremo diventare cristiani maturi, come Dio ci vuole, ben radicati nella fede e capaci di controllare ogni tendenza alla depressione.

5) Il quinto passo importante è usare bene la propria immaginazione mediante la preghiera. E’ importante proiettare ogni giorno una giusta immagine di noi stessi e del nostro scopo sullo schermo della nostra immaginazione. Bisogna prima di tutto accettarsi come creature di Dio e ringraziare Dio perché ci ama e ci ha fatto così come siamo. Poi dobbiamo accettare il perdono che Lui ci offre, sovrapponendo Dio all’immagine che ci siamo fatti di noi stessi (Filippesi 4:13).

6) Il sesto passo importante è essere sempre ottimisti. Nella vita cristiana non c’è posto per il pessimismo. Avendo la potenza di Dio dalla nostra parte, non dobbiamo aspettarci che successi. Cerchiamo di non aver contatto con chi si lamenta continuamente o si dà una critica negativa, e soprattutto non facciamo come lui o lei. Infatti, il pessimismo, le lamentele, le critiche negative ed i pettegolezzi non solo sono tendenze dannose, ma anche contagiose. Difatti le rendete più virulenti ogni volta che le esprimete. La vostra conversazione e i vostri pensieri siano sempre improntati ad un sano ottimismo. “Quanto al rimanente, fratelli, tutte le cose che sono veraci, tutte le cose che sono oneste, tutte le cose che sono giuste, tutte le cose che sono pure, tutte le cose che sono amabili, tutte le cose che sono di buona fama, se vi è qualche virtù e se vi è qualche lode, pensate a queste cose” (Filippesi 4:8).

7) Il settimo punto è pensare alla vita sovrabbondante che Dio ha in serbo per noi. Dio ha formulato un piano completo per la tua vita, ma esso è flessibile perché include la buona, accettevole e perfetta volontà di Dio. Ci sono tanti passi che ce ne parlano esplicitamente: “Ora il mio Dio supplirà ad ogni vostro bisogno secondo le sue ricchezze in gloria, in Cristo Gesù” (Filippesi 4:19). E ancora: “Finora non avete chiesto nulla nel mio nome; chiedete e riceverete, affinché la vostra gioia sia completa” (Giovanni 16:24).

8) L’ottavo passo è cercare prima il regno di Dio. Nel vangelo di Matteo 6:33 si sottolinea il fatto che il cristiano non può pensare sempre ai propri interessi. Il suo obiettivo principale dovrebbe essere piuttosto quello di cercare il regno di Dio e la sua giustizia. Date a Dio il giusto posto nel vostro cuore e dimostratelo in pratica, e Dio vi benedirà dandovi tutto ciò di cui avete bisogno, anzi “infinitamente al di là di quanto chiedete o pensate”.

9) Il nono punto è darsi a Dio servendo gli altri. Le esperienze più gratificanti si fanno quando si serve il prossimo. Queste esperienze hanno anche degli effetti terapeutici. Infatti le persone depresse tendono a spendere troppo tempo pensando a se stesse. Chi invece serve Dio aiutando il prossimo, è costretto a pensare agli altri oltre che a se stesso. E un tale servizio non solo ha conseguenze positive ai fini della vita eterna, ma anche in questa stessa vita. La Bibbia insegna: “Date e vi sarà dato: una buona misura, pigiata, scossa e traboccante vi sarà versata in seno, perché con la misura con cui misurate, sarà altresì misurato a voi” (Luca 6:38).

10) L’ultimo passo, ma non per importanza, è quello di rendere grazie a Dio per ogni cosa, come stile di vita. La Bibbia spesso presenta la gratitudine come un atteggiamento mentale ideale. Una persona grata è una persona felice. Le persone depresse sono di solito delle persone ingrate che divengono poi infelici. Se per una settimana cominciamo a pensare e stilare su carta i motivi per cui essere grati a Dio, i nostri atteggiamenti mentali miglioreranno decisamente e scomparirà ogni preoccupazione e scoraggiamento.


(di Tim LaHaye)

lunedì, novembre 01, 2010

Proverbi 22:17-29

17 Porgi l'orecchio e ascolta le parole dei saggi,
e applica il cuore alla mia scienza;
18 ti sarà dolce custodirle in cuore,
e averle tutte pronte sulle tue labbra.
19 Ho voluto istruirti oggi, sì, proprio te,
perché la tua fiducia sia posta nel SIGNORE.
20 Non ho già da tempo scritto per te
consigli e insegnamenti
21 per farti conoscere cose certe,
parole vere,
perché tu possa rispondere parole vere a chi t'interroga?
22 Non derubare il povero perch'è povero,
e non opprimere il misero alla porta della città,
23 poiché il SIGNORE difenderà la loro causa,
e spoglierà della vita chi avrà spogliato loro.
24 Non fare amicizia con l'uomo collerico,
non andare con l'uomo violento,
25 perché tu non impari le sue vie
ed esponga te stesso a un'insidia.
26 Non essere di quelli che dan la mano,
che danno cauzione per debiti.
27 Se non hai di che pagare,
perché esporti a farti portare via il letto?
28 Non spostare il confine antico,
che fu messo dai tuoi padri.
29 Hai visto un uomo veloce nelle sue faccende?
Egli starà al servizio del re;
non starà al servizio della gente oscura.

1 Corinzi 1:26-27

1 Corinzi 1:26-27 (NR06) «Infatti, fratelli, considerate la vostra chiamata: non molti tra voi sono sapienti secondo la carne, non molti son...