Vangelo secondo Matteo 7:24 NR06
Quali sono queste parole?
Le parole di Gesù sono quelle del Discorso della Montagna, i capitoli 5-7 di Matteo. Il versetto 24 conclude l'intero discorso, e l'espressione "queste mie parole" si riferisce a tutto ciò che Gesù ha appena insegnato, non a una singola frase.
Ecco le principali.
Le Beatitudini (Mt 5,3-12)
La descrizione del discepolo: povero in spirito, afflitto, mansueto, affamato e assetato di giustizia, misericordioso, puro di cuore, operatore di pace, perseguitato per causa della giustizia. È il ritratto della vita nuova nel Regno.
Il sale e la luce (Mt 5,13-16)
La chiamata a essere sale della terra e luce del mondo, con opere che glorificano il Padre.
Il compimento della Legge (Mt 5,17-20)
La giustizia che supera quella degli scribi e dei farisei: non basta l'osservanza esteriore, serve una giustizia del cuore.
L'ira, l'adulterio, il giuramento, la vendetta (Mt 5,21-42)
La radicalizzazione dei comandamenti: non uccidere significa anche non odiare; non commettere adulterio significa anche non desiderare; non giurare significa essere trasparenti; non vendicarsi significa porgere l'altra guancia.
L'amore per i nemici (Mt 5,43-48)
La perfezione del Padre: amare chi non ci ama, pregare per chi ci perseguita.
L'elemosina, la preghiera, il digiuno (Mt 6,1-18)
La religiosità che non cerca l'applauso degli uomini, ma il segreto davanti al Padre. Il Padre Nostro come modello di preghiera.
La fiducia nella Provvidenza (Mt 6,19-34)
Non accumulare tesori sulla terra, non essere in ansia per il domani, cercare prima il Regno di Dio e la sua giustizia.
Non giudicare (Mt 7,1-5)
Togliere prima la trave dal proprio occhio, non dare le cose sante ai cani.
La preghiera efficace (Mt 7,7-12)
Chiedete, cercate, bussate. La regola d'oro: fare agli altri ciò che vorremmo fosse fatto a noi.
La porta stretta e i falsi profeti (Mt 7,13-23)
Entrare per la porta stretta, guardarsi dai falsi profeti, non basta dire "Signore, Signore" per entrare nel Regno, ma fare la volontà del Padre.
La casa sulla roccia (Mt 7,24-27)
L'ascolto e la pratica della Parola come fondamento sicuro.
L'essenza: ascoltare e mettere in pratica
"Queste mie parole" non sono un elenco di regole da studiare, ma una vita da vivere. Gesù non chiede solo di ascoltare, ma di mettere in pratica. La differenza tra l'uomo avveduto e lo stolto non è l'ascolto: entrambi ascoltano. La differenza è la pratica.
La casa sulla roccia è la vita costruita sull'obbedienza a Cristo. Le piogge, i fiumi, i venti verranno per tutti. Ma chi ha costruito sulla roccia non crollerà. Perché la sua vita non poggia su sé stesso, sulle proprie forze, sulle mode del mondo, ma sulla Parola di Cristo, che è stabile ed eterna.
Conclusione
"Queste parole" sono tutto il Discorso della Montagna: un ritratto del discepolo, un insegnamento sulla giustizia del Regno, una chiamata alla fiducia, una guida alla preghiera, una regola d'amore. Ma sono anche qualcosa di più: sono la voce di Colui che ha autorità (Mt 7,29). Chi le ascolta e le mette in pratica, costruisce la sua vita sulla roccia. Chi le ascolta e non le mette in pratica, costruisce sulla sabbia.
La domanda non è solo "hai ascoltato?", ma "hai costruito?". La Parola ascoltata e praticata è il fondamento che resiste a ogni tempesta.