«Poi disse loro: “State attenti e guardatevi da ogni avarizia; perché non è dall’abbondanza dei beni che uno possiede che egli ha la sua vita”.»
È facile pensare che avere un po' di più – denaro, successo, sicurezza – possa finalmente portare pace. Gesù ci ricorda che la vita non si misura da ciò che possediamo. La contentezza non viene dall'accumulare, ma dal fidarsi di Dio con ciò che già abbiamo. Quando l'insoddisfazione si fa strada, fermati e ringrazia Dio per ciò che ti ha dato oggi.
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Luca 12:15 (NR06)
«Poi disse loro: “State attenti e guardatevi da ogni avarizia; perché non è dall’abbondanza dei beni che uno possiede che egli ha la sua vita”.»
Contesto: Gesù sta parlando a una folla immensa (v. 1) dopo aver avvertito i discepoli sull'ipocrisia dei farisei. Un uomo della folla interrompe chiedendo a Gesù di arbitrare una questione di eredità familiare (v. 13). Gesù rifiuta di farsi giudice in tali faccende (v. 14) e coglie l'occasione per impartire un insegnamento fondamentale che va oltre la disputa legale, affrontando la radice spirituale del problema: l'avidità e l'errata comprensione della vita.
Significato del Versetto:
1. Il Duplice Comando di Vigilanza: "State attenti e guardatevi da ogni avarizia"
· "State attenti" (Ὁρᾶτε, Horate): Imperativo che significa "osservate, badate, siate vigilanti". È un avvertimento a prestare attenzione, a essere mentalmente e spiritualmente all'erta.
· "e guardatevi da" (καὶ φυλάσσεσθε ἀπὸ, kai phylassesthe apo): Rafforza il primo comando. Significa "proteggetevi da, tenetevi lontani da", come da un pericolo imminente.
· "ogni avarizia" (παντὸς πλεονεξίας, pantos pleonexias): Il termine greco πλεονεξία (pleonexia) significa letteralmente "desiderio di avere di più". Non è solo l'attaccamento al denaro, ma un'insaziabile brama di possesso, di accumulo, di accaparramento che si estende a ogni ambito. L'uso di "ogni" indica che nessuna forma di questo vizio è accettabile.
2. La Ragione Fondamentale: "perché non è dall’abbondanza dei beni che uno possiede che egli ha la sua vita"
· "perché" (ὅτι, hoti): Introduce la spiegazione teologica e antropologica del comando.
· Gesù smaschera un'illusione universale: l'equazione tra possesso e vita. La cultura umana ritiene che l'abbondanza di beni materiali ("l'abbondanza dei beni che uno possiede", ἡ περισσεύειν τινὶ ἐκ τῶν ὑπαρχόντων αὐτοῦ) costituisca, garantisca o sia sinonimo di vita piena e sicura.
· "che egli ha la sua vita" (ζωὴ αὐτοῦ ἐστιν, zōē autou estin): La "vita" (ζωή, zōē) qui non è il semplice esistere biologico, ma la vita autentica, piena, significativa e duratura – ciò che rende un uomo veramente vivo. Gesù dichiara con autorità che questa vita non è un prodotto dei beni posseduti. La vera vita ha un'origine e una natura completamente diversa.
In sintesi, Luca 12:15 è un potente ammonimento che rovescia i valori mondani. Gesù non sta condannando la proprietà in sé, ma l'atteggiamento interiore che vi si aggrappa come a una fonte di vita. L'avidità nasce dall'idolatria: credere che le cose possedute possano dare ciò che solo Dio può dare – significato, sicurezza, identità e vita eterna. Il versetto prepara il terreno per la parabola del ricco stolto che segue (vv. 16-21), il quale credeva che la sua vita consistesse nei suoi beni, ma quella stessa notte Dio gli ridomandò l'anima. La vera vita, Gesù insegnerà, si trova nel cercare prima il Regno di Dio (v. 31), nell'essere "ricchi verso Dio" (v. 21).