[1] Al direttore del coro. Salmo di Davide. I cieli raccontano la gloria di Dio e il firmamento annuncia l’opera delle sue mani. [2] Un giorno rivolge parole all’altro, una notte comunica conoscenza all’altra. [3] Non hanno favella, né parole; la loro voce non s’ode, [4] ma il loro suono si diffonde per tutta la terra, i loro accenti giungono fino all’estremità del mondo. Là, Dio ha posto una tenda per il sole, [5] ed esso è simile a uno sposo che esce dalla sua camera nuziale; gioisce come un prode lieto di percorrere la sua via. [6] Egli esce da un’estremità dei cieli e il suo giro arriva fino all’altra estremità; nulla sfugge al suo calore. [7] La legge del Signore è perfetta, essa ristora l’anima; la testimonianza del Signore è veritiera, rende saggio il semplice. [8] I precetti del Signore sono giusti, rallegrano il cuore; il comandamento del Signore è limpido, illumina gli occhi. [9] Il timore del Signore è puro, sussiste per sempre; i giudizi del Signore sono verità, tutti quanti sono giusti, [10] sono più desiderabili dell’oro, anzi, più di molto oro finissimo; sono più dolci del miele, anzi, di quello che stilla dai favi. [11] Anche il tuo servo è da essi ammaestrato; v’è gran ricompensa a osservarli. [12] Chi conosce i suoi errori? Purificami da quelli che mi sono occulti. [13] Trattieni inoltre il tuo servo dai peccati volontari e fa’ che non prendano il sopravvento su di me; allora sarò integro e puro da grandi trasgressioni. [14] Siano gradite le parole della mia bocca e la meditazione del mio cuore in tua presenza, o Signore, mia rocca e mio redentore!
Il significato del salmo è piuttosto chiaro. Provo a riassumerlo con poche parole, verso per verso, formulando qualche domanda laddove dovessero esserci aspetti il cui significato è più oscuro.
1. Invito a considerare la gloria di Dio attraverso le meraviglie del creato, ed in particolare dei cieli.
Domanda:
Come si concilia l'idea del firmamento con le scoperte scientifiche che ne hanno escluso la presenza? A meno che il concetto di firmamento non possa essere esteso alle "forze invisibili" che mantengono i corpi celesti sospesi nello spazio cosmico
2-3-4 Il significato di questi versi mi sfugge.
Domanda:
Cos'è questo passaggio di conoscenza da un giorno all'altro con parole non udibili all' uomo? Fa forse riferimento alle leggi della natura e della fisica che definiscono il "funzionamento dell'intero universo"?
Inoltre, anche se ciò riguarda non la Scrittura, ma l'intervento dell'uomo su di essa: perché l'ultima frase del versetto 4 non è stata accorpata con il versetto 5, di cui sembrerebbe far parte dal punto di vista logico?
6. Dio ha voluto che tutta la terra possa beneficiare della luce e del calore del sole, così come della sua grazia.
7-11. Evidente parallelo tra i benefici che la terra riceve dalla luce solare e quelli che l'uomo riceve dalla parola di Dio.
12-13. Preghiera a Dio affinché perdoni i nostri peccati, anche quelli di cui non siamo consapevoli, ed affinché ci preservi dai peccati volontari.
14. Preghiera a Dio perché le nostre parole ed i nostri pensieri siano a lui graditi.
1. Significato del Salmo (verso per verso)
Vv. 1-2: La creazione (cieli, firmamento, giorni, notti) proclama continuamente la gloria e l’opera di Dio. È una rivelazione senza parole, ma universale e costante.
Vv. 3-4a: La creazione non usa un linguaggio umano; non ha «favella» né «parole» udibili. Tuttavia, il suo «suono» (cioè la sua testimonianza) si diffonde in tutta la terra, raggiungendo ogni uomo, indipendentemente dalla sua lingua o cultura.
Vv. 4b-6: All’interno della creazione, il sole ha una tenda (dove sorge) e percorre ogni giorno l’intero cielo con gioia e potenza, portando luce e calore a tutti, senza che nulla possa sottrarsi al suo influsso.
Vv. 7-11: La Parola di Dio (legge, testimonianza, precetti, comandamenti, timore, giudizi) opera nell’uomo in modo analogo a come il sole opera sulla terra. Essa ristora l’anima, rende saggio, rallegra, illumina, è stabile, desiderabile, dolce e porta ricompensa.
Vv. 12-13: Il salmista prende coscienza dei propri peccati: chiede perdono per quelli occulti (peccati non riconosciuti) e protezione da quelli volontari (peccati deliberati), affinché non abbiano il sopravvento.
V. 14: Preghiera conclusiva: parole e pensieri del salmista siano graditi a Dio, riconosciuto come «rocca» (rifugio) e «redentore» (colui che riscatta, libera).
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Domande e Risposte
Domanda 1: Come si concilia l’idea del «firmamento» con le scoperte scientifiche?
L’ebraico «רָקִיעַ» (raqia) indica letteralmente qualcosa di «disteso, battuto, espanso» come una lamina. La cosmologia dell’antico Vicino Oriente descriveva il cielo come una volta solida che separava le acque superiori da quelle inferiori (Genesi 1:6-8). La Bibbia usa questo linguaggio fenomenico, non scientifico nel senso moderno. Descrive il cielo come appare all’osservatore: una distesa sopra di noi. Non intende insegnare cosmologia, ma rivelare che il Creatore ha disposto l’universo con ordine.
Non occorre «estendere» il concetto a forze invisibili. Il salmo usa il linguaggio della creazione così come essa si presenta all’uomo (l’alba, il tramonto, la volta stellata). La verità teologica è che il cielo come lo vediamo manifesta la gloria di Dio, non che la struttura fisica del cosmo corrisponda a una semisfera solida.
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Domanda 2: Significato dei versetti 2-4a e «passaggio di conoscenza»
Il salmo dice che un giorno «rivolge parole» all’altro, una notte «comunica conoscenza» all’altra, ma non ci sono parole udibili. L’idea è che la creazione è una rivelazione continua e silenziosa. Ogni giorno che passa, ogni notte che si alterna, ogni ciclo naturale è un «messaggio» che parla del Creatore. Non si tratta delle leggi fisiche (anche se la regolarità dei cicli è parte del messaggio), ma della semplice esistenza stessa del creato che grida: «C’è un Dio, ed è glorioso».
La «conoscenza» comunicata non è scientifica, ma teologica: la creazione insegna che Dio è potente, saggio, ordinatore, buono. Come scrive Paolo in Romani 1:20: «Le sue perfezioni invisibili, la sua eterna potenza e divinità, si vedono chiaramente fin dalla creazione del mondo, essendo comprese per mezzo delle opere sue».
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Domanda 3: Perché l’ultima frase del v. 4 non è stata accorpata al v. 5?
La divisione in versetti non fa parte del testo originale ebraico. Fu introdotta molto più tardi (XIII secolo d.C. per l’Antico Testamento). La frase «Là, Dio ha posto una tenda per il sole» conclude logicamente la descrizione della creazione universale e introduce l’immagine del sole che esce come uno sposo. Alcune traduzioni (come la NR06) hanno mantenuto la divisione tradizionale, anche se il senso lega la frase al v. 5. In edizioni critiche moderne, questa frase è spesso considerata l’inizio del v. 5.
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Domanda 4: Parallelo tra i benefici del sole e i benefici della Parola
I vv. 7-11 tracciano un parallelo implicito:
· Il sole ristora (porta luce e calore) → la Parola ristora l’anima (v. 7).
· Il sole rende possibile la vita e la sapienza umana → la Parola rende saggio il semplice (v. 7).
· La luce solare rallegra il cuore → i precetti del Signore rallegrano il cuore (v. 8).
· La luce del sole illumina gli occhi → il comandamento del Signore è limpido e illumina (v. 8).
· Il sole è costante e universale → il timore del Signore è puro e sussiste per sempre (v. 9).
· Il calore del sole è benefico → i giudizi del Signore sono veri e giusti (v. 9).
· L’oro e il miele sono desiderati → la Parola è più desiderabile dell’oro e più dolce del miele (v. 10).
Il sole è un dono universale di Dio; la sua Parola è un dono ancora più prezioso, perché agisce non solo sul corpo ma sull’anima.
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Cosa mi dice questo salmo di Gesù?
1. Gesù è la gloria di Dio rivelata nella creazione. Giovanni 1:3 dice che «tutte le cose sono state fatte per mezzo di lui». Il cielo che racconta la gloria di Dio (v. 1) racconta la gloria del Verbo creatore. Colossesi 1:16 conferma: «Ogni cosa è stata creata per mezzo di lui e in vista di lui».
2. Gesù è la luce del mondo, come il sole. Il sole che esce come uno sposo e gioisce nel percorrere la sua via (vv. 5-6) è una figura di Cristo. Gesù è «la luce del mondo» (Giovanni 8:12). Come il sole illumina tutti gli uomini, «nulla sfugge al suo calore», così Cristo illumina ogni uomo che viene nel mondo (Giovanni 1:9) e la sua grazia si offre a tutti. Gesù è lo sposo che esce dalla sua camera nuziale: Egli è lo Sposo della Chiesa (Matteo 9:15; Apocalisse 19:7).
3. Gesù è la Parola di Dio, di cui il salmo esalta la perfezione. La «legge del Signore» (v. 7) è per il salmista la rivelazione di Dio. Nel Nuovo Testamento, quella rivelazione trova il suo volto in Gesù Cristo. Egli è la Parola che ristora l’anima, la testimonianza veritiera che rende saggio, il comandamento limpido che illumina. In Ebrei 1:1-2, Dio ha parlato «per mezzo del Figlio», che è la Parola definitiva.
4. Gesù è il Redentore a cui il salmista si affida. Nel v. 14, il salmista chiama Dio «mia rocca e mio redentore». «Redentore» (גֹּאֵל, go’el) è colui che riscatta un parente dalla schiavitù o dalla rovina. Nel Nuovo Testamento, Gesù è il nostro Redentore (Efesini 1:7; Tito 2:14). Egli ci ha riscattati non con oro o argento, ma con il suo sangue. La preghiera del salmista diventa così profezia della redenzione compiuta in Cristo.
5. Gesù è il mediatore della nostra preghiera. Il salmo si conclude con il desiderio che le parole della bocca e la meditazione del cuore siano gradite a Dio. Nel Nuovo Testamento, questo è possibile solo per mezzo di Gesù (Ebrei 13:15). Egli è il nostro Sommo Sacerdote che presenta le nostre preghiere al Padre.
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Conclusione
Il Salmo 19 unisce due rivelazioni: la rivelazione generale della creazione (vv. 1-6) e la rivelazione speciale della Parola (vv. 7-14). La creazione mostra la potenza e la gloria di Dio; la Parola mostra la sua volontà e il suo amore. Entrambe convergono in Cristo. Egli è il Creatore per mezzo del quale i cieli sono stati fatti, e la Parola fatta carne che abita tra noi (Giovanni 1:14). Il sole che gioisce nel suo corso prefigura lo Sposo che viene a dare la vita. La legge perfetta che ristora l’anima trova compimento in Gesù, che dice: «Venite a me, voi tutti che siete affaticati e oppressi, e io vi darò riposo» (Matteo 11:28). Perciò il salmista può pregare: «Siano gradite le mie parole e la mia meditazione». E la risposta è sì, in Cristo. Perché solo per mezzo di Lui le nostre preghiere, anche imperfette, diventano gradite al Padre.