martedì, febbraio 03, 2026

PREGA PER LA FORZA

PREGA PER LA FORZA

Padre, rafforza il mio coniuge per ogni sfida che affronta. Riempilo del Tuo coraggio e della Tua resistenza, ricordandogli che il Tuo potere si manifesta pienamente nella sua debolezza.

"Ma quelli che sperano nel Signore acquistano nuove forze, si alzano a volo come aquile, corrono e non si stancano, camminano e non si affaticano." - Isaia 40:31

Il lonfo (di Fosco Maraini)

Il Lonfo non vaterca né gluisce
e molto raramente barigatta,
ma quando soffia il bego a bisce bisce
sdilenca un poco e gnagio s’archipatta.
È frusco il Lonfo! È pieno di lupigna
arrafferia malversa e sofolenta!
Se cionfi ti sbiduglia e ti arrupigna
se lugri ti botalla e ti criventa.
Eppure il vecchio Lonfo ammargelluto
che bete e zugghia e fonca nei trombazzi
fa lègica busìa, fa gisbuto;
e quasi quasi in segno di sberdazzi
gli affarferesti un gniffo. Ma lui zuto
t’alloppa, ti sbernecchia; e tu l’accazzi.

Luca 9:23

Luca 9:23 (NR06)
«Diceva poi a tutti: “Se uno vuol venire dietro a me, rinunci a se stesso, prenda ogni giorno la sua croce e mi segua”.»

Gesù non nasconde il costo del seguirlo. Rende chiaro che il discepolato comporta una resa quotidiana, non solo un impegno occasionale. Rinnegare se stessi non è odio verso di sé, ma scegliere la volontà di Cristo al posto della nostra. La croce ci ricorda che seguire Gesù rimodella le nostre priorità, i desideri e la direzione. Chiediti oggi dove Cristo ti sta chiamando a una resa, e scegli la fedeltà un passo alla volta.

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Luca 9:23 (NR06)
«Diceva poi a tutti: “Se uno vuol venire dietro a me, rinunci a se stesso, prenda ogni giorno la sua croce e mi segua”.»

Contesto: Questo annuncio radicale segue immediatamente la prima chiara rivelazione di Gesù sulla sua missione di sofferenza (v. 22: «Il Figlio dell’uomo deve soffrire molto... essere ucciso e risorgere il terzo giorno»). Pietro aveva appena riconosciuto Gesù come «il Cristo di Dio» (v. 20), ma ora Gesù sconvolge ogni aspettativa messianica nazionale e trionfalistica, spiegando che la via del Messia è la via della croce. Subito dopo, estende questa logica a tutti i suoi discepoli: la via del discepolo è la stessa del Maestro.

Significato del Versetto (Tre Condizioni Indivisibili):

1. La Negazione Fondamentale: "rinunci a se stesso"
   · "Rinunci" (ἀρνησάσθω, arnēsasthō): Verbo forte che significa "rinnegare, disconoscere, dire di no a". Non è un moderato "mettersi in secondo piano", ma un rifiuto attivo della propria sovranità. Significa deporre il proprio «io» come centro, giudice e fine ultimo della vita.
   · "a se stesso" (ἑαυτὸν, heauton): L'oggetto della rinuncia non è qualcosa di esterno, ma la propria autonomia, i propri diritti, le proprie ambizioni egoistiche. È la fine del progetto di vita auto-referenziale.
2. L'Azione Concreta e Continua: "prenda ogni giorno la sua croce"
   · "Prenda" (ἀράτω, aratō): Imperativo che richiede una presa volontaria, un atto di scelta deliberata. La croce non è una sventura subita passivamente, ma una realtà da abbracciare consapevolmente.
   · "ogni giorno" (καθ’ ἡμέραν, kath' hēmeran): La croce non è un evento unico o drammatico, ma l'ordinarietà di una vita vissuta nella logica del sacrificio. È la pratica quotidiana del morire a sé stessi nelle scelte piccole e grandi.
   · "la sua croce" (τὸν σταυρὸν αὐτοῦ, ton stauron autou): Nell'Impero Romano, la croce era lo strumento di esecuzione pubblica, vergogna e morte totale. Per il discepolo, è il simbolo di ciò che deve morire nella sua vita (orgoglio, peccato, ricerca di gloria mondana) e della disponibilità a subire vergogna, opposizione e persino persecuzione per amore di Cristo.
3. L'Orientamento Definitivo: "e mi segua"
   · "e mi segua" (καὶ ἀκολουθείτω μοι, kai akoloutheitō moi): La rinuncia e la croce non sono fini a sé stesse, ma il mezzo necessario per perseguire il vero fine: seguire Gesù. È una relazione dinamica di imitazione, obbedienza e comunione. Senza questo, la rinuncia diventa ascetismo vuoto e la croce diventa masochismo.

In sintesi, Luca 9:23 è la definizione stessa del discepolato cristiano. Traccia un percorso chiaro e impegnativo:

· Interno: Una rinuncia radicale all'ego come signore della vita.
· Esterno: Un'assunzione quotidiana e volontaria della logica di sacrificio e fedeltà fino alla morte.
· Relazionale: Tutto finalizzato a una sequela viva e personale di Gesù.

Gesù non invita a una vita di miglioramento morale, ma a una morte (a sé stessi) per una vita (in Lui). La croce quotidiana è l'applicazione pratica della rinuncia, e la sequela è la meta gioiosa. È l'unica via per chi, avendo riconosciuto in Lui il Cristo, vuole condividere non solo la sua identità, ma anche il suo destino.

lunedì, febbraio 02, 2026

PREGA PER LA PROTEZIONE

PREGA PER LA PROTEZIONE

Padre, proteggi il mio coniuge dal male e dalle insidie del nemico. Coprilo con la Tua pace e custodisci il suo cuore e la sua mente in Cristo Gesù.

"Il Signore ti proteggerà da ogni male - Egli veglierà sulla tua vita; il Signore veglierà sul tuo entrare e uscire, ora e per sempre." - Salmo 121:7-8

PREGA PER LA COMUNICAZIONE NELLA TUA COPPIA

PREGA PER LA COMUNICAZIONE NELLA TUA COPPIA

Signore, aiuta me e il mio coniuge a comunicare sempre con grazia e comprensione. Fa' che le nostre parole portino vita e ci edifichino a vicenda, anche nei momenti difficili.

"Il vostro parlare sia sempre con grazia, condito con sale, per sapere come rispondere a ciascuno." - Colossesi 4:6

Proverbi 4:23

Proverbi 4:23 (NR06)
«Custodisci il tuo cuore più di ogni altra cosa, poiché da esso provengono le sorgenti della vita».

Viviamo in un'epoca di scroll infiniti e notifiche continue. Ogni giorno, migliaia di messaggi inondano la nostra mente attraverso social media, notizie e intrattenimento. La saggezza di Salomone parla direttamente a noi: ciò che permettiamo nel nostro cuore plasma ogni cosa, inclusa la nostra pace, le relazioni e le decisioni. È facile consumare contenuti in modo inconsapevole, senza renderci conto di come ci stiano formando. Quando oggi ti scopri ansioso o inquieto, chiediti: cosa ho nutrito nel mio cuore? Custodiscilo con cura, perché da esso scaturisce tutta la tua vita.

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Proverbi 4:23 (NR06)
«Custodisci il tuo cuore più di ogni altra cosa, poiché da esso provengono le sorgenti della vita».

Contesto: Questo versetto è il cuore dell'insegnamento paterno nel libro dei Proverbi, un manuale di sapienza pratica. Il padre sta istruendo suo figlio sul valore supremo della saggezza, descritta come via della vita (v. 13) e guarigione (v. 22). Il versetto 23 funge da principio assoluto e fondante che precede e governa ogni applicazione pratica successiva (parole, sguardo, passi - vv. 24-27). Stabilisce che la vera trasformazione esterna inizia dalla cura radicale dell'interiorità.

Significato del Versetto:

1. Il Dovere Primario: "Custodisci il tuo cuore più di ogni altra cosa"
   · "Custodisci" (נָצֹר, natsor): Imperativo che implica sorveglianza attiva, protezione vigilante, conservazione intenzionale. Come una sentinella o un guardiano di fortezza.
   · "Il tuo cuore" (לִבֶּךָ, libbekha): Nell'antropologia biblica, il cuore è il centro unificante della persona: sede della volontà, dell'intelletto, delle emozioni, dei desideri profondi e delle motivazioni. È il "motore" di ogni scelta.
   · "Più di ogni altra cosa" (מִכָּל-מִשְׁמָר, mikol-mishmar): La custodia dell'interiorità ha priorità assoluta su ogni altra vigilanza (sui beni, sulla reputazione, sulla salute). È la guardia fondamentale da cui dipende tutto.
2. La Ragione Ineludibile: "poiché da esso provengono le sorgenti della vita"
   · "Poiché" (כִּי, ki): Introduzione logica che mostra la relazione causa-effetto.
   · "Da esso provengono" (מִמֶּנּוּ, mimmennu): Il cuore non è un contenitore passivo, ma una sorgente attiva. Tutto ciò che siamo e facciamo scaturisce da questa fonte interiore.
   · "Le sorgenti della vita" (תּוֹצְאוֹת חַיִּים, totse'ot chayyim): Immagine potente di un flusso continuo che dà vita. Il cuore è come una sorgente montana da cui sgorgano ruscelli. Questi "ruscelli" sono i pensieri, le parole, le decisioni e le azioni che compongono il corso della nostra esistenza. Se la sorgente è pura (colma di sapienza e timore di Dio), il fiume della vita sarà salutare. Se è inquinata (da stoltezza, immoralità, amarezza), avvelenerà ogni cosa.

In sintesi, Proverbi 4:23 stabilisce il primato assoluto della vita interiore nella ricerca della sapienza. Insegna che il comportamento esteriore è sempre il sintomo di una condizione interiore. Pertanto, la vera saggezza non inizia correggendo le azioni, ma custodendo, purificando e indirizzando il cuore, la fonte da cui tutto fluisce. È un principio preventivo e trasformativo: proteggendo il cuore dalle influenze corrotte e nutrendolo con la verità, si garantisce che le "sorgenti della vita" producano un'esistenza autenticamente buona, retta e vitale. È la base per una spiritualità integrale che unisce fede, pensiero e azione.

domenica, febbraio 01, 2026

Marco 15:15

Vangelo secondo Marco 15:15 NR06
[15] Pilato, volendo soddisfare la folla, liberò loro Barabba; e consegnò Gesù, dopo averlo flagellato, perché fosse crocifisso.

Barabba in ebraico è (בראבא Barabba). Significa "figlio del padre".

Due figli del padre stavano davanti alla folla. Uno fu sacrificato (Gesù). L'altro (Barabba) fu liberato.

Gesù non morì solo per Barabba. Morì al suo posto. Prese il posto del colpevole. E Barabba se ne andò libero.

Questa storia mi commuove ogni volta. Perché ogni volta che la leggo, ricordo chi se ne andò libero.

Io. E tu.

Io sono Barabba. Anche tu lo sei.

Siamo noi che ce ne andammo quel giorno. Liberi perché Gesù prese il nostro posto.

PREGA PER LA FORZA

PREGA PER LA FORZA Padre, rafforza il mio coniuge per ogni sfida che affronta. Riempilo del Tuo coraggio e della Tua resistenza, ricordandog...