Lettera agli Ebrei 6:1-3 NR06
[1] Perciò, lasciando l’insegnamento elementare intorno a Cristo, tendiamo a quello superiore e non stiamo a porre di nuovo il fondamento del ravvedimento dalle opere morte e della fede in Dio, [2] della dottrina dei battesimi, dell’imposizione delle mani, della risurrezione dei morti e del giudizio eterno. [3] Questo faremo se Dio lo permette.
Paolo vuole andare oltre ciò che lui chiama "puro latte spirituale" ossia "l'insegnamento elementare intorno a Cristo" e ricorda nei versetti 1 e 2 quali sono gli argomenti di tale insegnamento elementare:
- il ravvedimento dalle opere morte
- la fede in Dio
- la dottrina dei battesimi
- la dottrina della risurrezione dei morti
- la dottrina del giudizio eterno
Sono soltanto alcuni argomenti di esempio o sono esaustivi dell'insegnamento elementare intorno a Cristo?
Come è possibile riassumere i contenuti di ciascuno di questi punti per avere un sintetico compendio di questo insegnamento elementare intorno a Cristo?
Lettera agli Ebrei 6:1-3 (NR06)
[1] Perciò, lasciando l’insegnamento elementare intorno a Cristo, tendiamo a quello superiore e non stiamo a porre di nuovo il fondamento del ravvedimento dalle opere morte e della fede in Dio, [2] della dottrina dei battesimi, dell’imposizione delle mani, della risurrezione dei morti e del giudizio eterno. [3] Questo faremo se Dio lo permette.
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1. Sono esaustivi o sono esempi?
La lista dell’autore (che la tradizione attribuisce a Paolo, ma la critica moderna è incerta) non è esaustiva nel senso di un elenco completo e chiuso. Tuttavia, costituisce un fondamento sistematico sufficiente per la vita cristiana iniziale. Ecco perché:
1. Il linguaggio «fondamento» (θεμέλιον, themelion): Indica le basi di un edificio. Una volta poste, non si torna a scavare per rimetterle. L’elenco rappresenta le verità fondamentali che devono essere già state assimilate. Non sono tutti gli insegnamenti, ma i pilastri essenziali.
2. La struttura a sei elementi: L’autore enumera sei dottrine di base, spesso presentate a coppie:
· Ravvedimento e fede (atto iniziale della conversione)
· Battesimi e imposizione delle mani (sacramenti/riti dell’iniziazione e del dono dello Spirito)
· Risurrezione e giudizio (dottrine escatologiche)
Questa struttura ternaria suggerisce che l’autore non sta elencando casualmente, ma sistematicamente: la vita spirituale inizia con il distacco dal peccato e l’adesione a Dio (prima coppia), si esprime nei riti comunitari (seconda coppia), e guarda alla consumazione finale (terza coppia).
1. Altri insegnamenti elementari non menzionati: Manca l’incarnazione (esplicitamente), la Trinità, la chiesa come corpo di Cristo, i doni dello Spirito. Questo dimostra che non è un elenco esaustivo. Tuttavia, molti di questi temi sono impliciti (la fede in Dio è fede nel Dio rivelato in Cristo, il battesimo è nel nome di Gesù). L’autore seleziona ciò che è indispensabile per il fondamento.
Conclusione: non esaustivo, ma sufficiente e rappresentativo.
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2. Sintesi dei contenuti per un «compendio elementare»
Ecco un tentativo di riassumere ciascuno dei sei punti, in modo da avere un quadro chiaro dell’insegnamento di base della fede cristiana, secondo la prospettiva dell’autore della Lettera agli Ebrei.
a) Ravvedimento dalle opere morte
Che cosa sono le «opere morte»? Non si riferisce solo ai peccati gravi, ma a tutte le azioni compiute senza la fede che dà vita. Nell’ambito della lettera, «opere morte» possono essere:
· Le opere della legge mosaica considerate come mezzi di salvezza (sacrifici animali, osservanze rituali), che non hanno vita in sé perché non esprimono una vera relazione con Dio (cfr. Ebrei 9:14; 6:1).
· Ogni atto moralmente buono che viene compiuto senza la grazia di Dio, con l’intenzione di meritarsi la salvezza.
Il ravvedimento è il volgersi da queste opere a Dio, riconoscendo che non possono salvare. È un cambiamento di mente (μετάνοια, metanoia) che porta a:
· Riconoscere la propria colpa e impotenza.
· Abbandonare la fiducia nei propri sforzi e riti.
· Rivolgersi a Dio per la salvezza, come dono gratuito.
b) Fede in Dio
Non è solo credere che Dio esiste, ma affidarsi a Lui come colui che giustifica l’empio (Romani 4:5). Nella Lettera agli Ebrei, la fede è il fondamento della vita cristiana (capitolo 11). In sintesi elementare:
· Fede in Dio significa credere che Egli è, e che è il rimuneratore di coloro che lo cercano (Ebrei 11:6).
· Accettare la sua rivelazione in Cristo come definitiva (Ebrei 1:1-2).
· Affidarsi alle sue promesse, anche quando non si vedono (Ebrei 11:1).
Nell’insegnamento elementare, la fede segue il ravvedimento: prima ci si pente delle opere morte, poi ci si affida a Dio.
c) Dottrina dei battesimi (βαπτισμῶν, baptismōn)
Il plurale (battesimi) è sorprendente. Può riferirsi a:
· La distinzione tra battesimo di Giovanni e battesimo cristiano (Atti 19:3-5).
· Le abluzioni rituali ebraiche (Esodo 29:4; Levitico 14:8) vs. il battesimo cristiano.
· Più probabilmente: i vari aspetti di un unico battesimo cristiano (immersione, spirito, acqua). Tuttavia, la Didaché (insegnamento dei dodici apostoli, fine I secolo) parla di battesimo come singolo rito, suggerendo che il plurale possa includere anche il battesimo in Spirito Santo.
In sintesi elementare:
· Il battesimo cristiano è l’atto di immersione in acqua nel nome di Gesù, che segna l’ingresso nella nuova alleanza.
· Esprime la morte al peccato e la risurrezione a nuova vita (Romani 6:3-4).
· È il fondamento dei successivi riti (imposizione delle mani).
d) Imposizione delle mani
Nell’Antico Testamento, l’imposizione delle mani era usata per:
· Trasferire il peccato su una vittima sacrificale (Levitico 16:21).
· Benedire (Genesi 48:14).
· Ordinare i leviti (Numeri 8:10).
Nel Nuovo Testamento, l’imposizione delle mani accompagna:
· La guarigione (Marco 16:18; Atti 28:8).
· La trasmissione dello Spirito Santo ai nuovi credenti (Atti 8:17-19; 19:6).
· L’ordinazione al ministero (Atti 6:6; 13:3; 1 Timoteo 4:14).
Nell’insegnamento elementare di Ebrei 6:2, l’imposizione delle mani è legata probabilmente alla trasmissione dello Spirito Santo dopo il battesimo, un rito fondamentale nelle prime comunità (cfr. Didaché 7:4). È il sigillo della nuova nascita.
e) Risurrezione dei morti
Dottrina centrale del cristianesimo (1 Corinzi 15). Sintesi elementare:
· Come Cristo è risorto dai morti, così i suoi fedeli risorgeranno (1 Tessalonicesi 4:14).
· La risurrezione non è solo spirituale, ma corporea (Romani 8:11).
· Si distinguono due risurrezioni: dei giusti alla vita e dei malvagi al giudizio (Daniele 12:2; Giovanni 5:28-29).
Nell’insegnamento di base, questa dottrina è fondamentale per la speranza cristiana: la morte non è l’ultima parola.
f) Giudizio eterno
Complemento della risurrezione. Sintesi elementare:
· Ci sarà un giorno in cui Dio giudicherà i vivi e i morti (Atti 10:42; 2 Timoteo 4:1).
· Il giudizio sarà secondo le opere (Romani 2:6), ma la salvezza è per grazia attraverso la fede (Efesini 2:8-9). Le opere manifestano la realtà della fede.
· L’esito è eterno: vita eterna per i giusti, punizione eterna per i malvagi (Matteo 25:46).
Questa dottrina fonda la responsabilità morale e la serietà del messaggio evangelico.
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3. Perché l’autore vuole andare oltre?
L’autore di Ebrei non disprezza questi insegnamenti elementari; essi sono il fondamento necessario. Ma i destinatari sono cristiani da tempo (5:12) che ancora si comportano come bambini, bisognosi di latte, non di cibo solido. Il pericolo non è l’ignoranza, ma la stagnazione. Devono progredire verso la maturità (τελειότητα, teleiotēta).
Il «cibo solido» (5:14) che l’autore ha in mente è la dottrina del sacerdozio di Cristo secondo l’ordine di Melchisedec, la superiorità della nuova alleanza sulla vecchia, il significato del sacrificio di Cristo. Senza questa crescita, rischiano di non discernere il bene e il male e di cadere nell’apostasia (6:4-8).
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Conclusione
I sei punti di Ebrei 6:1-2 non sono esaustivi, ma costituiscono un fondamento sufficiente e sistematico della fede cristiana elementare. Un compendio potrebbe essere:
1. Ravvedimento: lasciare le opere morte e la fiducia nei propri sforzi.
2. Fede: affidarsi a Dio che giustifica il peccatore.
3. Battesimi: il rito d’ingresso nella nuova alleanza.
4. Imposizione delle mani: il sigillo dello Spirito e l’incarico al servizio.
5. Risurrezione: la certezza che la morte non ha l’ultima parola.
6. Giudizio eterno: la responsabilità ultima davanti a Dio.
Questi sono i pilastri. Su di essi si costruisce l’edificio della maturità cristiana, che consiste nel conoscere sempre più profondamente Cristo come sommo sacerdote eterno, mediatore di una nuova ed eterna alleanza.