giovedì, febbraio 26, 2026

Marco 6:31

Marco 6:31 (NR06)
«Ed egli disse loro: «Venitevene in disparte, in un luogo solitario, e riposatevi un poco». Infatti, quelli che andavano e venivano erano molti, ed essi non avevano neppure il tempo di mangiare».

Gesù disse questo ai suoi discepoli dopo un periodo intenso di ministero. Erano circondati da bisogni, persone e richieste. Anche il buon lavoro può sfiancarti. Il riposo, in quella situazione, non era un lusso, ma una necessità. Nota che Gesù non li rimproverò per essere stanchi. Li invitò a ritirarsi. Se la tua mente è affollata e il tuo ritmo incessante, prendi sul serio questa parola. Fatti da parte per un po' e riposati.

mercoledì, febbraio 25, 2026

1 Corinzi 10:12

1 Corinzi 10:12 (NR06)
«Perciò, chi pensa di stare in piedi, guardi di non cadere».

Dopo un periodo di crescita o di successo, può subentrare un sottile spostamento verso la fiducia in te stesso. Questo versetto non vuole creare paura, ma consapevolezza. La stabilità spirituale richiede umiltà. La forza senza vigilanza può andare alla deriva. Se le cose vanno bene spiritualmente, resta umile. Continua a dipendere da Dio nello stesso modo in cui facevi quando ti sentivi debole.

martedì, febbraio 24, 2026

Gioele 2:13

Gioele 2:13 (NR06)
«Ritornate al SIGNORE, vostro Dio, perché egli è misericordioso e pietoso, lento all'ira e di grande bontà».

Il rimpianto può farti esitare a tornare a Dio. Ripensi alle decisioni prese e vorresti aver scelto diversamente. Ma questo versetto non si concentra sul tuo fallimento, bensì sul carattere di Dio. Lui è misericordioso. Lui è pietoso. Accoglie chi ritorna. Se il rimpianto ti trattiene, volgiti verso Dio, non allontanarti da Lui.

lunedì, febbraio 23, 2026

Isaia 42:3

Isaia 42:3 (NR06)
«Egli non spezzerà la canna rotta e non spegnerà il lucignolo fumante».

Dio non spezza le persone fragili. Non soffoca una fede debole. Quando ti senti ferito, stanco, o aggrappato a un filo, il suo atteggiamento verso di te è pieno di dolcezza. Lui rafforza ciò che è debole invece di scartarlo. Se senti che la tua fede è appena un lumicino, non tirarti indietro per vergogna. Porta a Lui la tua debolezza. Dio tratta con cura i cuori fragili.

domenica, febbraio 22, 2026

Salmo 73:2-3

Salmo 73:2-3 (NR06)
«Ma per me, quasi inciampavano i miei piedi; per poco non scivolavano i miei passi, perché io portavo invidia agli insensati, vedendo il benessere degli empi».

Asaf ammette ciò che la maggior parte di noi esita a dire: era invidioso. Guardava la vita degli altri e si sentiva turbato. Il loro successo rendeva la sua fede, ai suoi occhi, priva di senso. La Scrittura non nasconde questa lotta, la porta alla luce. L'invidia comincia in silenzio. Ti fa chiedere se la fedeltà valga davvero la pena. Perciò, quando ti sorprendi a fare paragoni, non far finta di nulla. Porta tutto a Dio con onestà.

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Salmo 73:2-3 (NR06)
«Ma per me, quasi inciampavano i miei piedi; per poco non scivolavano i miei passi, perché io portavo invidia agli insensati, vedendo il benessere degli empi».

Contesto: Il Salmo 73 è la testimonianza di una crisi di fede superata. Asaf, il salmista, confessa di aver quasi perso la fiducia in Dio quando ha visto la prosperità dei malvagi. I versetti 2-3 sono il punto di partenza del suo racconto: descrivono il pericolo spirituale che ha corso, usando immagini di instabilità fisica. Il resto del salmo spiegherà come è uscito da questa crisi entrando nel santuario di Dio (v. 17) e comprendendo la fine degli empi.

Significato del Versetto (Tre movimenti di una caduta spirituale):

1. L'Instabilità Interiore: «quasi inciampavano i miei piedi; per poco non scivolavano i miei passi»
   · Asaf usa metafore di pericolo fisico per descrivere una crisi spirituale. I piedi che inciampano e i passi che scivolano rappresentano la fede vacillante. Era sull'orlo di una caduta definitiva.
   · Questo linguaggio richiama il cammino del giusto che dovrebbe essere saldo (Salmo 37:23-24). Qui, invece, il salmista confessa la sua fragilità. La fede non è una sicurezza automatica; a volte si è a un passo dallo scivolare.
2. La Radice del Problema: «perché io portavo invidia agli insensati»
   · «invidia» (קִנֵּא, qinneh): Non è un semplice desiderio, ma un sentimento rodente e amaro che nasce dal confronto. Asaf guarda i malvagi e si chiede: «Perché loro sì e io no?».
   · «insensati» (הוֹלְלִים, holelim): Coloro che vivono come se Dio non ci fosse, stolti secondo la Scrittura (Salmo 14:1). Il paradosso è che il salmista invidia proprio coloro che disprezzano Dio.
3. L'Oggetto dell'Invidia: «vedendo il benessere degli empi»
   · «benessere» (שְׁלוֹם, sh'lom): La stessa parola usata per «pace». Gli empi godono di una pace apparente: prosperità, salute, assenza di problemi (vv. 4-5).
   · «vedendo» (בְּהִתְבּוֹנְנִי, behitbonneni): Asaf ha fissato lo sguardo sulla cosa sbagliata. Ha contemplato la prosperità dei malvagi invece di contemplare Dio. L'errore non è nell'osservazione, ma nel fissarsi su ciò che turba.

In sintesi, Salmo 73:2-3 è la confessione onesta di un uomo di fede che ha rischiato di naufragare. Insegna che:

· La fede può vacillare. I giusti non sono immuni dal dubbio e dall'invidia.
· Il confronto con i malvagi è pericoloso. Guardare alla loro prosperità senza vedere la loro fine porta all'amarezza.
· Il problema non è fuori, ma dentro. Asaf non cade per colpa degli empi, ma per la sua invidia.

Questi versetti ci preparano alla soluzione che Asaf troverà nel santuario (v. 17). La crisi si risolve cambiando prospettiva: non guardando più agli empi con invidia, ma guardando a Dio e al loro destino finale. La fede non nega la realtà della prosperità dei malvagi, ma la relativizza alla luce dell'eternità.

Per noi oggi, è un invito a:

· Onestà: ammettere quando siamo in crisi.
· Prospettiva: non giudicare in base alle apparenze immediate.
· Rifugio: entrare nel «santuario» della presenza di Dio per vedere le cose come Lì le vede.

sabato, febbraio 21, 2026

Colossesi 2: 6 -7

“Come dunque avete ricevuto Cristo Gesù, il Signore, così camminate in lui, radicati ed edificati in lui, saldi nella fede, come vi è stata insegnata, e abbondando nel ringraziamento” Colossesi 2:6-7 (NR06). 

La vera forza della nostra vita non è in ciò che appare, ma in ciò che non si vede: la nostra unione con Cristo.

Gesù stesso ha detto: “Io sono la vera vite e voi siete i tralci. Chi dimora in me e io in lui, porta molto frutto; perché senza di me non potete far nulla” Giovanni 15:5 (NR06). 

Questa immagine ci ricorda che noi non possiamo vivere scollegati da Lui. Il tralcio non ha vita in sé: dipende completamente dalla vite. E così noi: senza Gesù non abbiamo stabilità, non abbiamo nutrimento, non possiamo portare frutto.

Luca 15:31

Vangelo secondo Luca 15:31 NR06
[31] Il padre gli disse: “Figliolo, tu sei sempre con me e ogni cosa mia è tua;

Pensiamo a quale enorme ricchezza abbiamo se siamo sempre con Cristo.

Questo versetti è il cuore della risposta del padre al figlio maggiore nella parabola del figlio prodigo (o, più giustamente, del padre misericordioso).

Ecco una riflessione che parte da questa preziosa osservazione.

Luca 15:31 (NR06)
«Figliolo, tu sei sempre con me e ogni cosa mia è tua».

Contesto: Siamo alla fine della parabola. Il figlio maggiore, che è sempre stato obbediente e vicino al padre, si rifiuta di entrare in casa per la festa data al fratello minore tornato. È arrabbiato, geloso, e rivendica i suoi meriti: «Io ti servo da tanti anni e non ho mai trasgredito un tuo comando, e tu non mi hai mai dato un capretto per far festa con i miei amici» (v. 29). Il padre esce a supplicarlo, come era uscito per correre incontro al figlio minore, e pronuncia queste parole definitive.

Significato del Versetto (La rivelazione della ricchezza nascosta):

1. La Relazione Preziosa: «Figliolo, tu sei sempre con me»
   · Il padre non dice «sei stato bravo», ma «sei stato con me». La gioia del padre non è l'obbedienza del figlio in sé, ma la sua presenza. È la stessa gioia che aveva per il ritorno dell'altro: «Questo mio figlio era morto ed è tornato in vita» (v. 24).
   · «sempre»: Il figlio maggiore aveva la cosa più grande senza saperlo: la comunione quotidiana, ininterrotta con il padre. Non aveva bisogno di un capretto per festeggiare: ogni giorno con il padre era una festa, se solo avesse avuto occhi per vederlo.
2. L'Eredità Incondizionata: «e ogni cosa mia è tua»
   · Il padre non dice «ti darò», ma «è tua». È già tutto a disposizione. Il figlio non aveva bisogno di meritarsi nulla; tutto era già suo per il semplice fatto di essere figlio.
   · «ogni cosa»: Non una parte, non una ricompensa, ma l'intera eredità. La presenza del padre è la totalità del dono. Come diceva il Salmo: «Il SIGNORE è la parte della mia eredità e del mio calice» (Salmo 16:5).

L' osservazione: «Pensiamo a quale enorme ricchezza abbiamo se siamo sempre con Cristo»

È esattamente questo il punto. Il figlio maggiore aveva tutto, ma non lo sapeva. Noi possiamo cadere nello stesso errore: vivere nella presenza di Cristo, ma comportarci come servi che aspettano una ricompensa, invece che come figli che godono dell'eredità già presente.

Qual è questa ricchezza?

· La sua presenza: «Io sono con voi tutti i giorni» (Matteo 28:20). Non c'è ricchezza più grande.
· La sua eredità: «Tutte le cose sono vostre... e voi siete di Cristo» (1 Corinzi 3:22-23). Ogni cosa è nostra perché siamo di Lui.
· La sua grazia: Anche quando pecchiamo, Lui non ci tratta da servi, ma ci riammette subito alla sua presenza, come il padre con il figlio minore.

In sintesi, Luca 15:31 è un invito a risvegliarci alla nostra vera identità. Noi che crediamo in Cristo:

· Non siamo servi che aspettano una paga.
· Siamo figli che vivono alla presenza del Padre.
· Tutto ciò che è del Padre è già nostro in Cristo (Efesini 1:3).

La sfida è: viviamo come se fosse vero? Godiamo della sua presenza come del tesoro più grande, o ci lamentiamo perché non abbiamo ancora ricevuto un «capretto» (cioè qualche benedizione secondaria)? Il Padre ci dice oggi: «Tu sei sempre con me, e ogni cosa mia è tua». È ora di entrarne in possesso con gratitudine.

Marco 6:31

Marco 6:31 (NR06) «Ed egli disse loro: «Venitevene in disparte, in un luogo solitario, e riposatevi un poco». Infatti, quelli che andavano e...