martedì, agosto 25, 2026

Fermezza

Isaia 26:3 NR06
[3] A colui che è fermo nei suoi sentimenti tu conservi la pace, la pace, perché in te confida.

Lettera di Giacomo 1:6-8 NR06
[6] Ma la chieda con fede, senza dubitare; perché chi dubita è simile a un’onda del mare, agitata dal vento e spinta qua e là. 
[7] Un tale uomo non pensi di ricevere qualcosa dal Signore, 
[8] perché è di animo doppio, instabile in tutte le sue vie.

Questo insegnamento è valido solo per chi ha bisogno di chiedere saggezza?

La domanda è intelligente, perché coglie un aspetto del testo che va compreso con precisione. L'esortazione di Giacomo è specifica («Se qualcuno manca di saggezza, la chieda a Dio»), ma il principio che vi sta sotto è universale e attraversa tutta la Scrittura.

L'occasione immediata: la saggezza

Nel contesto della Lettera di Giacomo, la saggezza è il tema centrale del momento. Giacomo ha appena parlato delle prove, invitando i credenti a considerarle una gioia (Giacomo 1,2-4), e ora introduce la questione della saggezza per vivere le prove con fede. Chi non sa come comportarsi nella sofferenza, chi non comprende il senso di ciò che sta vivendo, chi non vede la via d'uscita, chieda a Dio.

La saggezza biblica non è solo conoscenza intellettuale, ma capacità pratica di vivere secondo Dio. È il saper fare, il saper discernere, il saper scegliere. E nessuno ne possiede abbastanza da poter fare a meno di chiederla.

Il principio universale: la preghiera di richiesta

Però, se allarghiamo lo sguardo, vediamo che la promessa di Giacomo non riguarda solo la saggezza. Gesù aveva già detto: «Chiedete e vi sarà dato; cercate e troverete; bussate e vi sarà aperto. Perché chiunque chiede riceve, chi cerca trova, e a chi bussa sarà aperto» (Matteo 7,7-8). E aveva aggiunto: «Se voi, pur essendo malvagi, sapete dare buoni doni ai vostri figli, quanto più il Padre vostro celeste donerà lo Spirito Santo a coloro che glielo chiedono» (Luca 11,13).

La preghiera di richiesta è presentata in tutta la Scrittura come un canale attraverso cui Dio dona i suoi beni. Paolo esorta: «Non siate in ansietà per cosa alcuna, ma in ogni cosa le vostre richieste siano rese note a Dio in preghiera e supplica, con rendimento di grazie» (Filippesi 4,6). E Giovanni scrive: «Questa è la fiducia che abbiamo in lui: che se chiediamo qualcosa secondo la sua volontà, egli ci ascolta» (1 Giovanni 5,14).

Il principio è quindi universale: Dio dona a chi chiede. La saggezza è un esempio, non l'unico oggetto della preghiera di richiesta.

Il limite: la volontà di Dio

Ma proprio perché il principio è universale, va compreso con il suo giusto limite. Dio dona generosamente, ma non come un distributore automatico. La promessa non è che Dio darà qualsiasi cosa, ma che darà ciò che è secondo la sua volontà.

Gesù ha chiesto nel Getsemani di essere risparmiato dalla croce, e non fu esaudito come avrebbe desiderato. Ma fu esaudito in modo più profondo: ricevette la forza di compiere la volontà del Padre. La preghiera di richiesta non è un modo per piegare Dio ai nostri desideri, ma per allineare i nostri desideri alla sua volontà.

La condizione: la fede senza dubitare

Il brano di Giacomo mette l'accento su una condizione: la fede. «Ma la chieda con fede, senza dubitare». Il dubbio di cui parla Giacomo non è l'inquietudine momentanea, ma l'atteggiamento di chi chiede senza credere, di chi prega con un piede in due staffe, di chi non si fida veramente di Dio.

L'immagine dell'onda del mare è eloquente. L'onda è instabile, sballottata, senza direzione. Così è l'uomo che prega senza fede: si rivolge a Dio, ma nel cuore non crede che Dio possa o voglia rispondere. Non è ancora ancorato alla fedeltà di Dio.

Questo non significa che il credente debba avere una fede perfetta. Il padre del ragazzo indemoniato gridava: «Io credo; vieni in aiuto alla mia incredulità» (Marco 9,24), e fu esaudito. La fede che Giacomo richiede non è l'assenza di ogni tentennamento, ma l'orientamento stabile del cuore verso Dio, la fiducia di fondo che Dio è buono e fedele.

Conclusione

L'insegnamento di Giacomo è specifico nella sua occasione (la saggezza), ma universale nel suo principio. Dio dona generosamente a chi chiede con fede. Ogni necessità, non solo la saggezza, può essere portata a Dio nella preghiera di richiesta.

Ma il centro della promessa non è la cosa chiesta, bensì il Donatore. Dio dona «a tutti generosamente senza rinfacciare». Questa è la verità che sostiene ogni preghiera: Dio non è un padrone restio, ma un Padre generoso. Non si stanca di dare. Non rinfaccia i nostri errori passati. Non umilia chi chiede. Dona con gioia.

La nostra parte è chiedere, con fede, senza doppiezza. La sua parte è donare, con generosità, secondo la sua sapienza. E ciò che egli dona, anche quando non è ciò che chiedevamo, è sempre ciò di cui abbiamo bisogno.

Fermezza

Isaia 26:3 NR06 [3] A colui che è fermo nei suoi sentimenti tu conservi la pace, la pace, perché in te confida. Lettera di Giacomo 1:6-8 NR0...