[5] Difatti, non è ad angeli che Dio ha sottoposto il mondo futuro del quale parliamo;
- Difatti: ossia, per questo motivo, per ul fatto che che il Figlio di Dio è superiore agli angeli
- Qual è "il mondo futuro" di cui parla l'autore della lettera? Certamente è il mondo che verrà dopo quanto profetizzato in 1:10-12, che cita Salmo 102:25-27.
[6] anzi, qualcuno in un passo della Scrittura ha reso questa testimonianza: «Che cos’è l’uomo perché tu ti ricordi di lui o il figlio dell’uomo perché tu ti curi di lui?
- si cita il Salmo 8:4-6, dove il salmista riflette con gratitudine sul fatto che Dio nell'immensità del creato si ricordi dell'uomo e si prenda cura del figlio dell'uomo.
- perché questa distinzione tra uomo e figlio dell'uomo? Sono entrambi titoli riferiti a Cristo? Sono entrambi riferimenti all'essere umano? Sono entrambi riferimenti sia a Cristo che all'essere umano? Oppure, per uomo si intende l'essere umano e per figlio dell'uomo si intende il Cristo? Perché Cristo viene chiamato figlio dell'uomo?
[7] Tu lo hai fatto di poco inferiore agli angeli; lo hai coronato di gloria e d’onore;
- Anche qui, citazione di Salmo 8:5, il salmista parla dell'uomo o del Cristo?La chiave di lettura ce la da l'Autore stesso di Ebrei, in 2:8-9.
[8] tu hai posto ogni cosa sotto i suoi piedi». Avendogli sottoposto tutte le cose, Dio non ha lasciato nulla che non gli sia soggetto. Al presente però non vediamo ancora che tutte le cose gli siano sottoposte;
[9] però vediamo colui che è stato fatto di poco inferiore agli angeli, cioè Gesù, coronato di gloria e di onore a motivo della morte che ha sofferto, affinché, per la grazia di Dio, gustasse la morte per tutti.
1. «Difatti» (v. 5): Il Legame con il Capitolo 1
La congiunzione iniziale («Difatti», γάρ, gar) collega questo brano all'affermazione precedente (2:1-4) e, più indietro, a tutto il capitolo 1. La struttura logica è:
· Capitolo 1: Il Figlio è superiore agli angeli (1:4); gli angeli sono solo «spiriti al servizio» (1:14).
· Capitolo 2:5: «Difatti, non è ad angeli che Dio ha sottoposto il mondo futuro».
· Conclusione implicita: Se il «mondo futuro» è sottoposto al Figlio e non agli angeli, allora il Figlio è superiore agli angeli. L'autore sta rafforzando la tesi del capitolo 1 con un nuovo argomento.
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2. Che cos'è il «mondo futuro» (v. 5)?
Il «mondo futuro» (οἰκουμένη μέλλουσα, oikoumenē mellousa) è il regno escatologico, l'era messianica definitiva che verrà dopo la consumazione di tutte le cose.
· Collegamento con 1:10-12: L'autore ha appena citato il Salmo 102:25-27, dove si parla della fine dell'attuale creazione («Essi periranno... invecchieranno...») e dell'eternità del Figlio («Tu rimani lo stesso»). Quella «fine» è l'inizio del «mondo futuro».
· Collegamento con 2:8: In quel mondo futuro, la promessa del Salmo 8:7 («tutte le cose sottoposte all'uomo») troverà pieno compimento.
· Significato: Il «mondo futuro» è la nuova creazione, il Regno di Dio nella sua pienezza. Esso è sottoposto non agli angeli (che sono servi), ma al Figlio (l'erede) e, in Lui, a coloro che erediteranno la salvezza (cfr. 1:14; 2:10).
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3. Il Salmo 8 e la Distinzione tra «uomo» e «figlio dell'uomo» (vv. 6-8)
Il Salmo 8:4-6 è un inno alla dignità dell'umanità nella creazione. L'autore di Ebrei lo cita in modo magistrale, giocando sul fatto che esso si adempie pienamente solo in Cristo.
a) «Che cos’è l’uomo... o il figlio dell’uomo...» (v. 6)
Nel Salmo originale (8:4), i due termini sono sinonimi poetici per designare l'umanità in generale. L'ebraico dice: «Che cos'è l'uomo (enosh) perché tu ti ricordi di lui, e il figlio dell'uomo (ben-adam) perché tu te ne curi?».
L'autore di Ebrei non li distingue concettualmente; entrambi si riferiscono all'essere umano nella sua fragilità e nella sua dignità. Ma la sua argomentazione farà sì che essi trovino il loro compimento in una sola persona: Gesù.
b) «Tu lo hai fatto di poco inferiore agli angeli» (v. 7)
Nel Salmo, questo si riferisce alla condizione umana nella creazione: l'uomo è stato creato appena al di sotto degli esseri angelici, ma è stato coronato di gloria (cfr. Genesi 1:26-28).
L'autore di Ebrei, però, nota una tensione: «Al presente però non vediamo ancora che tutte le cose gli siano sottoposte» (v. 8). L'umanità non regna sovrana; anzi, è soggetta a morte, malattia, ingiustizia. La promessa del Salmo non si è ancora compiuta.
c) La svolta: «Però vediamo colui... cioè Gesù» (v. 9)
Qui sta il cuore dell'argomentazione. Ciò che non è ancora vero per l'umanità in generale, è già vero per Gesù. Egli è l'Uomo per eccellenza, il Figlio dell'uomo in cui la promessa del Salmo 8 si realizza pienamente:
Nel Salmo 8 In Gesù (Ebrei 2:9)
L'uomo è fatto di poco inferiore agli angeli. Gesù è stato fatto di poco inferiore agli angeli (nella sua incarnazione).
L'uomo è coronato di gloria. Gesù è coronato di gloria e onore.
Tutto è posto sotto i suoi piedi. Ora, dopo la sua morte e risurrezione, tutto gli è sottoposto (cfr. 1:3, 13).
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4. Perché Cristo viene chiamato «Figlio dell'uomo»?
La tua domanda è importante. Nei Vangeli, Gesù usa per sé il titolo «Figlio dell'uomo» (ὁ υἱὸς τοῦ ἀνθρώπου) con un duplice significato:
1. Identificazione con l'umanità fragile: Il titolo sottolinea la sua vera umanità, la sua condivisione della nostra condizione di debolezza (cfr. Daniele 7:13-14).
2. L'autorità messianica: In Daniele 7, il «Figlio dell'uomo» è il personaggio celeste che riceve da Dio «dominio, gloria e regno» su tutte le genti.
In Ebrei 2, l'autore gioca proprio su questa ambivalenza. Il «figlio dell'uomo» del Salmo 8:
· Sul piano letterale: è l'umanità fragile, «fatta di poco inferiore agli angeli».
· Nel compimento cristologico: è Gesù, che ha assunto quella fragilità per «gustare la morte per tutti» (v. 9), e per questo è stato coronato di gloria.
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5. La Geniale Lettura di Ebrei 2:8-9
L'argomentazione dell'autore si può sintetizzare così:
1. Il Salmo 8 promette: «Tutto sarà sottoposto all'uomo» (v. 8a).
2. L'esperienza attuale contraddice: «Al presente però non vediamo ancora che tutte le cose gli siano sottoposte» (v. 8b).
3. La fede vede una realtà più profonda: «Però vediamo colui che è stato fatto di poco inferiore agli angeli, cioè Gesù, coronato di gloria e di onore» (v. 9).
Cioè: ciò che non è ancora vero per l'umanità in generale è già vero nella persona di Gesù. Egli è il rappresentante, il precursore, il capo della nuova umanità. Ciò che è stato realizzato in Lui sarà un giorno realizzato in tutti coloro che Lui «conduce alla gloria» (v. 10).
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In Sintesi
· «Uomo» e «figlio dell'uomo» nel Salmo 8 sono sinonimi per l'umanità. Nell'interpretazione di Ebrei, entrambi trovano il loro compimento in Gesù, il vero Uomo, il Figlio dell'uomo per eccellenza.
· «Fatto di poco inferiore agli angeli» si riferisce all'incarnazione: Gesù ha assunto volontariamente la nostra condizione di fragilità e mortalità.
· Il titolo «Figlio dell'uomo» in Gesù unisce:
· la sua solidarietà con l'umanità (condivide la nostra fragilità),
· e la sua autorità messianica (Daniele 7: colui a cui è dato ogni dominio).
· L'argomentazione centrale è che il Salmo 8 si è già compiuto in Gesù, il primo uomo a regnare su tutte le cose dopo aver attraversato la morte, e si compirà in tutti i suoi seguaci quando egli ricapitolerà ogni cosa.