lunedì, maggio 11, 2026

Filippesi 1:3-6

Lettera ai Filippesi 1:3-6 NR06
[3] Io ringrazio il mio Dio di tutto il ricordo che ho di voi; [4] e sempre, in ogni mia preghiera per tutti voi, prego con gioia [5] a motivo della vostra partecipazione al vangelo, dal primo giorno fino ad ora. [6] E ho questa fiducia: che colui che ha cominciato in voi un’opera buona la condurrà a compimento fino al giorno di Cristo Gesù.

Domande:

1. A quale ricordo si riferisce Paolo? Quando aveva incontrato precedentemente i Filippesi?

2. Qual è l'opera buona che Dio ha iniziato con i Filippesi e che porterà a termine?


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Domanda 1: A quale ricordo si riferisce Paolo? Quando aveva incontrato precedentemente i Filippesi?

Quando Paolo scrive «Io ringrazio il mio Dio di tutto il ricordo che ho di voi» (Filippesi 1:3), il ricordo a cui si riferisce è l’intera storia della sua relazione con la comunità di Filippi, iniziata con l’incontro fondativo descritto in Atti 16 .

Paolo aveva incontrato i Filippesi per la prima volta durante il suo secondo viaggio missionario (circa 49-52 d.C.) . Dopo una visione notturna in cui un uomo macedone lo supplicava: «Passa in Macedonia e aiutaci» (Atti 16:9), Paolo si imbarcò per l’Europa. Giunto a Filippi, una città romana e colonia della Macedonia, vi rimase alcuni giorni (Atti 16:12).

Fuori dalle mura della città, presso un fiume, Paolo incontrò un gruppo di donne riunite per pregare. Tra loro c’era Lidia, una mercante di porpora originaria di Tiatira. Il Signore le aprì il cuore, ella fu battezzata insieme alla sua famiglia e ospitò Paolo e i suoi compagni nella sua casa (Atti 16:13-15). Questo fu il primo nucleo della comunità cristiana a Filippi.

Poco dopo, Paolo liberò una schiava posseduta da uno spirito di divinazione. I suoi padroni, vedendo svanire la loro speranza di guadagno, lo accusarono e Paolo fu incarcerato (Atti 16:16-24). Durante la notte, mentre Paolo e Sila pregavano e cantavano inni a Dio, un terremoto scosse la prigione: le porte si aprirono e le catene di tutti si spezzarono. Il carceriere, sconvolto, credette in Dio con tutta la sua famiglia e fu battezzato (Atti 16:25-34). Infine, prima di lasciare la città, Paolo tornò alla casa di Lidia per salutare e incoraggiare i fratelli (Atti 16:40).

Paolo, dunque, era grato a Dio ogni volta che ricordava la nascita di quella chiesa, le conversioni di Lidia e del carceriere, i sacrifici sopportati insieme e la loro fedeltà. Non ricordava solo le circostanze, ma le persone stesse .

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Domanda 2: Qual è l’opera buona che Dio ha iniziato con i Filippesi e che porterà a termine?

Paolo scrive: «E ho questa fiducia: che colui che ha cominciato in voi un’opera buona la condurrà a compimento fino al giorno di Cristo Gesù» (Filippesi 1:6).

Colui che ha cominciato è Dio stesso. La «buona opera» che Dio ha iniziato è la salvezza e la santificazione dei credenti . Non si tratta di una capacità umana, ma dell’iniziativa sovrana e gratuita della grazia divina che Paolo descrive in altri passi: «Siamo opera sua, creati in Cristo Gesù per le buone opere» (Efesini 2:10).

Questa opera comincia nel momento in cui una persona ascolta il Vangelo e crede (Atti 16:14-15). Nel caso dei Filippesi, l’inizio fu «dal primo giorno fino ad ora» (Filippesi 1:5) . La loro «partecipazione al vangelo» (Filippesi 1:5) – che includeva il sostegno finanziario a Paolo (Filippesi 4:15-16), la loro fede sofferta (Filippesi 1:29-30) e la loro stessa testimonianza – era già un segno che Dio stava operando in loro .

Paolo è convinto che Dio porterà a compimento questa opera buona. Il completamento non avviene immediatamente, ma «fino al giorno di Cristo Gesù» (Filippesi 1:6) . Questa espressione indica la seconda venuta di Cristo, il giorno del giudizio e della risurrezione, quando la salvezza dei credenti sarà finalmente e pienamente manifestata (Romani 13:11; 1 Tessalonicesi 5:2).

Paolo non dice che l’opera dipende dalla loro perseveranza, ma che Dio stesso è fedele a completare ciò che ha iniziato . La «buona opera» — cioè la loro conversione e la loro vita di fede — non è stata causata da loro, e non sarà lasciata incompiuta. La certezza di Paolo non si fonda sulle capacità dei Filippesi, ma sul carattere di Dio, che compie sempre la sua opera.

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Riferimenti incrociati

· Lydia e il carceriere: Atti 16:9-15 (Lidia), 16:25-34 (il carceriere), 16:40 (l’incoraggiamento finale).
· Colui che ha cominciato l’opera: Dio stesso inizia l’opera della salvezza (Romani 8:29-30; Filippesi 2:13).
· Collaborazione dei Filippesi: Aiuti materiali a Paolo (Filippesi 4:15-16), sofferenza per Cristo (Filippesi 1:29-30), lotta comune per il Vangelo (Filippesi 1:27-28).
· Completamento: La salvezza sarà portata a compimento il giorno di Cristo Gesù (Romani 13:11; 1 Corinzi 1:7-8; 1 Pietro 1:5).

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In sintesi

Il ricordo di Paolo era legato alla fondazione della comunità di Filippi e alla conversione delle prime persone (Lidia, il carceriere) (Atti 16). L’«opera buona» che Dio ha iniziato in loro è la loro salvezza e partecipazione al Vangelo. E Paolo ha piena fiducia che Dio stesso condurrà a compimento quest’opera fino al giorno del ritorno di Cristo (Filippesi 1:6).

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