sabato, febbraio 28, 2026

Il silenzio che fa orrore

"Dopo Capodanno i medici sparirono tutti. Nessuno ci venne a dire più niente. Era finita, ma noi ancora non lo sapevamo".

Sono le parole di Antonio Caliendo, il papà del piccolo Domenico, il bambino morto dopo il trapianto di un cuore danneggiato al Monaldi di Napoli.
Tutti parlano dell'errore. Del frigo da pic-nic. Del cuore congelato. Del cuore espiantato prima che arrivasse quello da impiantare. 

Io voglio parlare di quello che è successo dopo quell'intervento
Del silenzio che ha accompagnato quei giorni tremendi, senza che i genitori sapessero cosa stesse succedendo, e perché stesse succedendo. 
Patrizia, la mamma di Domenico, ha scoperto che il cuore impiantato a suo figlio era danneggiato solo leggendo i giornali. 

Perché questo silenzio?

Perché in Italia non esiste una cultura della comunicazione dell'errore in sanità.
Non esiste nel codice deontologico dei medici. Non esiste nella formazione universitaria. Non esiste nei protocolli della maggior parte delle strutture.

Mentre nel Regno Unito c'è il Duty of Candour — l'obbligo legale di dire al paziente quando qualcosa è andato storto — da noi il sistema giuridico protegge il silenzio. 
Gli avvocati dicono "non parlare". 
Il codice di procedura penale dà la facoltà di non rispondere. 

Un sistema pensato per premiare chi tace e punire chi parla. 

E così i medici spariscono. non parlano subito con la famiglia di Domenico. 

Non per cattiveria, ma perché nessuno ha mai insegnato loro come si sta davanti a una famiglia quando le cose vanno male.

Il risultato? 
Famiglie che scoprono la verità dai giornali. 
Professionisti che restano soli col peso di quello che sanno. 
Strutture di eccellenza che finiscono sommerse di contenziosi non per quello che hanno fatto, ma per quello che non hanno detto.

Ne scrivo nell'ultimo numero di 𝐓𝐡𝐞 𝐇𝐞𝐚𝐥𝐢𝐧𝐠 𝐍𝐨𝐭𝐞𝐬, la mia newsletter su Substack partendo dal caso di Domenico e da una live che ho condotto a gennaio per Fondazione Sanità Responsabile con medici, infermieri ed esperti di risk management.

Il dato che è emerso dovrebbe togliere il sonno a ogni direttore sanitario: oltre il 70% delle condanne civili in sanità non riguarda errori clinici, ma l'incapacità di dimostrare di aver agito e comunicato correttamente.
Il silenzio non protegge nessuno. 
Non il paziente, non il medico, non la struttura.

È ora di romperlo, questo silenzio.

Proverbi 10:9

Proverbi 10:9 NR06 [9] Chi cammina nell’integrità cammina sicuro, ma chi va per vie tortuose sarà scoperto. La vita del cristiano è un crede...