venerdì, febbraio 13, 2026

Proverbi 31:6-7

Proverbi 31:6-7 (NR06)
«Date bevande alcoliche a chi sta per perire e del vino a chi ha il cuore amareggiato; perché bevano, dimentichino la loro miseria e non si ricordino più dei loro travagli».

Contesto: Questi versetti fanno parte delle «parole di Lemuèle, re di Massa», un oracolo insegnatogli da sua madre (Pr 31:1). Dopo aver messo in guardia il giovane re dai pericoli delle donne e dell’eccesso di vino per chi governa (vv. 2-5), la madre reale traccia un contrasto netto: l’ubriachezza non è per i re, che devono avere la mente lucida per difendere i diritti dei deboli (v. 8-9), ma per i disperati. È un permesso, non un comando universale.

Significato dei Versetti (Un permesso compassionevole e limitato):

1. I Destinatari del Permesso: «a chi sta per perire… a chi ha il cuore amareggiato»
   · Il vino non è per il piacere dei potenti, ma per l’anestesia dei sofferenti. L’espressione «chi sta per perire» (אֹבֵד, oved) indica chi è prossimo alla morte o in una rovina irreversibile. Il «cuore amareggiato» (מָרֵי נָפֶשׁ, marei nafesh) è letteralmente «amaro di anima», chi ha bevuto fino in fondo il calice del dolore.
   · La Scrittura non glorifica l’ubriachezza, ma riconosce che, di fronte a sofferenze terminali o insostenibili, il vino può servire come palliativo misericordioso per lenire un male che non può essere guarito.
2. Lo Scopo del Permesso: «dimentichino la loro miseria e non si ricordino più dei loro travagli»
   · Il vino è qui un farmaco, non una festa. Non produce gioia, ma oblio. È concessa un’ebbrezza che sospende temporaneamente la coscienza del dolore per chi non ha più speranza di sollievo terreno.
   · Questo non è un ideale da perseguire, ma una concessione al limite umano. La Bibbia non propone l’alcol come soluzione alla sofferenza (cfr. Efesini 5:18), ma registra realisticamente che, in alcuni casi estremi, è meglio un po’ di oblio che una lucidità solo tormentosa.

In sintesi, Proverbi 31:6-7 non è un invito a bere, ma un atto di realismo compassionevole. Distingue tra:

· Chi ha responsabilità (il re): deve essere sobrio per amministrare giustizia.
· Chi ha solo sofferenza senza via d’uscita: può ricevere il vino come misericordia per addolcire la fine.

Il testo ci interroga: sappiamo distinguere tra la forza necessaria per servire e la tenerezza dovuta a chi soffre? Non giudichiamo con la stessa misura chi deve governare e chi deve solo sopravvivere. È una sapienza antica che riconosce i confini tra etica e compassione, tra disciplina e misericordia.

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