«Ma per me, quasi inciampavano i miei piedi; per poco non scivolavano i miei passi, perché io portavo invidia agli insensati, vedendo il benessere degli empi».
Asaf ammette ciò che la maggior parte di noi esita a dire: era invidioso. Guardava la vita degli altri e si sentiva turbato. Il loro successo rendeva la sua fede, ai suoi occhi, priva di senso. La Scrittura non nasconde questa lotta, la porta alla luce. L'invidia comincia in silenzio. Ti fa chiedere se la fedeltà valga davvero la pena. Perciò, quando ti sorprendi a fare paragoni, non far finta di nulla. Porta tutto a Dio con onestà.
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Salmo 73:2-3 (NR06)
«Ma per me, quasi inciampavano i miei piedi; per poco non scivolavano i miei passi, perché io portavo invidia agli insensati, vedendo il benessere degli empi».
Contesto: Il Salmo 73 è la testimonianza di una crisi di fede superata. Asaf, il salmista, confessa di aver quasi perso la fiducia in Dio quando ha visto la prosperità dei malvagi. I versetti 2-3 sono il punto di partenza del suo racconto: descrivono il pericolo spirituale che ha corso, usando immagini di instabilità fisica. Il resto del salmo spiegherà come è uscito da questa crisi entrando nel santuario di Dio (v. 17) e comprendendo la fine degli empi.
Significato del Versetto (Tre movimenti di una caduta spirituale):
1. L'Instabilità Interiore: «quasi inciampavano i miei piedi; per poco non scivolavano i miei passi»
· Asaf usa metafore di pericolo fisico per descrivere una crisi spirituale. I piedi che inciampano e i passi che scivolano rappresentano la fede vacillante. Era sull'orlo di una caduta definitiva.
· Questo linguaggio richiama il cammino del giusto che dovrebbe essere saldo (Salmo 37:23-24). Qui, invece, il salmista confessa la sua fragilità. La fede non è una sicurezza automatica; a volte si è a un passo dallo scivolare.
2. La Radice del Problema: «perché io portavo invidia agli insensati»
· «invidia» (קִנֵּא, qinneh): Non è un semplice desiderio, ma un sentimento rodente e amaro che nasce dal confronto. Asaf guarda i malvagi e si chiede: «Perché loro sì e io no?».
· «insensati» (הוֹלְלִים, holelim): Coloro che vivono come se Dio non ci fosse, stolti secondo la Scrittura (Salmo 14:1). Il paradosso è che il salmista invidia proprio coloro che disprezzano Dio.
3. L'Oggetto dell'Invidia: «vedendo il benessere degli empi»
· «benessere» (שְׁלוֹם, sh'lom): La stessa parola usata per «pace». Gli empi godono di una pace apparente: prosperità, salute, assenza di problemi (vv. 4-5).
· «vedendo» (בְּהִתְבּוֹנְנִי, behitbonneni): Asaf ha fissato lo sguardo sulla cosa sbagliata. Ha contemplato la prosperità dei malvagi invece di contemplare Dio. L'errore non è nell'osservazione, ma nel fissarsi su ciò che turba.
In sintesi, Salmo 73:2-3 è la confessione onesta di un uomo di fede che ha rischiato di naufragare. Insegna che:
· La fede può vacillare. I giusti non sono immuni dal dubbio e dall'invidia.
· Il confronto con i malvagi è pericoloso. Guardare alla loro prosperità senza vedere la loro fine porta all'amarezza.
· Il problema non è fuori, ma dentro. Asaf non cade per colpa degli empi, ma per la sua invidia.
Questi versetti ci preparano alla soluzione che Asaf troverà nel santuario (v. 17). La crisi si risolve cambiando prospettiva: non guardando più agli empi con invidia, ma guardando a Dio e al loro destino finale. La fede non nega la realtà della prosperità dei malvagi, ma la relativizza alla luce dell'eternità.
Per noi oggi, è un invito a:
· Onestà: ammettere quando siamo in crisi.
· Prospettiva: non giudicare in base alle apparenze immediate.
· Rifugio: entrare nel «santuario» della presenza di Dio per vedere le cose come Lì le vede.