«Invano vi alzate di buon mattino e tardi andate a riposare e mangiate pane tribolato; egli dà altrettanto a quelli che ama, mentre essi dormono».
Contesto: Questo salmo (il secondo dei "Canti delle ascensioni", Salmi 120-134) è attribuito a Salomone, il cui stesso nome è legato alla costruzione del tempio e alla sapienza. Il tema centrale è la vanità dell'agire umano senza Dio. Il primo versetto dichiara che se il Signore non costruisce la casa e non custodisce la città, ogni sforzo è inutile. Il versetto 2 sviluppa questo principio applicandolo alla fatica quotidiana e al riposo. È una meditazione sapienziale sul rapporto tra lavoro, ansia e dono di Dio.
Significato del Versetto (Tre contrasti tra l'uomo ansioso e il Dio che dona):
1. Il Quadro della Fatica Inutile: «Invano vi alzate di buon mattino e tardi andate a riposare e mangiate pane tribolato»
· «Invano» (שָׁוְא, shav'): La stessa parola usata nel primo versetto. Indica uno sforzo che non approda a nulla, una fatica sterile e frustrante.
· Il salmista descrive una giornata tipo di chi vive nell'ansia da prestazione: sveglia all'alba («di buon mattino»), lavoro fino a notte fonda («tardi andate a riposare»), e persino il cibo è mangiato con angoscia («pane tribolato», lett. «pane di dolori»). È la vita di chi cerca di assicurarsi il futuro con le proprie forze, convinto che tutto dipenda dalla sua fatica.
· Questo non è un invito alla pigrizia, ma una diagnosi dell'atteggiamento interiore sbagliato: quello di chi lavora come se Dio non esistesse.
2. Il Dono Sovrano di Dio: «egli dà altrettanto a quelli che ama, mentre essi dormono»
· «egli dà»: Il verbo è all'imperfetto, indicando un'azione abituale. Dio è colui che dà costantemente.
· «altrettanto»: Cioè, Dio fornisce ciò che gli ansiosi cercano invano con la loro fatica: pane, riposo, sicurezza. Non necessariamente di più, ma lo stesso risultato viene raggiunto senza l'angoscia.
· «a quelli che ama»: L'oggetto del dono non sono i più meritevoli o i più laboriosi, ma i suoi amati, coloro che confidano in Lui.
· «mentre essi dormono»: Questa è la frase più sorprendente. Il sonno è il momento di massima inattività e abbandono. Dio dona proprio quando l'uomo smette di agitarsi e si affida. Il sonno è il segno della fede: chi crede che Dio veglia, può riposare in pace (cfr. Salmo 3:5; 4:8).
3. Il Paradosso Evangelico:
· Questo versetto non abolisce il lavoro (la Bibbia lo comanda), ma ne relativizza l'ansia. Non è il lavoro in sé ad essere vano, ma il lavoro fatto come se tutto dipendesse da noi.
· È un invito a vivere la doppia dimensione:
· Lavorare come se tutto dipendesse da noi (responsabilità).
· Confidare come se tutto dipendesse da Dio (abbandono).
In sintesi, Salmo 127:2 è un potente antidoto all'ansia da prestazione. Insegna che:
· La fatica senza Dio è tribolata e vana.
· Il riposo in Dio è fecondo e pacifico.
· Dio ama donare ai suoi figli mentre dormono, cioè mentre si fidano di Lui.
Questo versetto non è una ricetta per diventare ricchi senza lavorare, ma una liberazione dalla schiavitù della produttività. Ci dice che possiamo lavorare con impegno, ma senza portare il peso del mondo sulle spalle. Il mondo è nelle mani di Dio, non nelle nostre. Possiamo dormire sonni tranquilli perché Lui veglia.
Applicazione pratica:
· Se ti alzi presto e lavori fino a tardi con l'ansia nel cuore, chiediti: sto lavorando con Dio o senza di Lui?
· Se fatichi a dormire perché preoccupato per il domani, ricordati: Dio dona ai suoi amati mentre dormono.
· Se mangi il pane con angoscia, sappi che il pane dei figli di Dio è pane di fiducia, non di tribolazione.
Come dice Gesù in Matteo 6:25-34: «Non siate in ansia per la vostra vita... il Padre vostro celeste sa che ne avete bisogno». Il sonno del giusto è il segno che ha affidato tutto a Lui.