«Parola del Signore rivolta a Osea, figlio di Beeri, al tempo di Uzzia, di Iotam, di Acaz, di Ezechia, re di Giuda, e al tempo di Geroboamo, figlio di Ioas, re d’Israele».
Contesto: Questo versetto è il titolo redazionale dell’intero libro di Osea. Colloca l’attività profetica di Osea in un arco di tempo che copre circa 60‑70 anni (metà dell’VIII secolo a.C.). I re menzionati permettono di datare il ministero di Osea dal regno di Geroboamo II (Israele, 793–753 a.C.) fino probabilmente ai primi anni di Ezechia (Giuda, 715–686 a.C.). È un periodo di prosperità materiale ma di profonda decadenza spirituale per il regno del Nord (Israele), destinato alla caduta per mano assira (722 a.C.).
Significato del Versetto (Tre elementi introduttivi):
1. L’Origine Divina del Messaggio: «Parola del Signore rivolta a Osea»
· «Parola del Signore» (דְּבַר־יְהוָה, devar‑YHWH): Formula profetica classica che certifica che quanto segue non è frutto di speculazione umana, ma rivelazione divina. Osea non parla di sé, ma come portavoce autorizzato da Dio.
· «rivolta a Osea»: Il profeta è un individuo concreto, scelto e chiamato personalmente. Il suo nome (הוֹשֵׁעַ, Hoshea‘) significa «salvezza». È lo stesso nome originale di Giosuè (Numeri 13:16), e anticipa il tema dominante del libro: nonostante il giudizio, Dio opererà la salvezza.
2. Il Canale Umano: «figlio di Beeri»
· L’indicazione patronimica inserisce Osea nella storia d’Israele. A differenza di altri profeti (Amos, ad esempio), Osea proviene dal regno del Nord ed è probabilmente un cittadino di Israele. Beeri non è altrimenti noto; l’unica menzione serve a certificare l’identità storica del profeta.
3. La Collocazione Storica: «al tempo di...»
· La lista dei re segue un ordine non cronologico: inizia con i re di Giuda (dinastia davidica, legittima agli occhi del redattore) e conclude con Geroboamo II d’Israele. Questo indica che il messaggio di Osea, pur rivolto primariamente a Israele, è rilevante anche per Giuda (cfr. 1:7; 4:15; 5:5; 6:4; 11:12).
· I quattro re di Giuda coprono un periodo di crisi e riforme alterne; Geroboamo II rappresenta l’apogeo della potenza e della corruzione del Nord. Il libro si colloca così all’incrocio tra promessa e giudizio.
In sintesi, Osea 1:1 non è una mera nota cronologica. In poche righe:
· Autorizza il libro come Parola di Dio.
· Storicizza il profeta, radicando la rivelazione in un tempo e in un luogo precisi.
· Svela il dramma: la Parola viene proprio quando Israele è al culmine della sua autosufficienza e del suo allontanamento.
Questa introduzione prepara il lettore al paradosso centrale del libro: un Dio che ama come uno sposo fedele e giudica come un Signore tradito. Il tempo della pazienza sta per esaurirsi, ma il tempo della salvezza è ancora aperto.