lunedì, febbraio 02, 2026

PREGA PER LA PROTEZIONE

PREGA PER LA PROTEZIONE

Padre, proteggi il mio coniuge dal male e dalle insidie del nemico. Coprilo con la Tua pace e custodisci il suo cuore e la sua mente in Cristo Gesù.

"Il Signore ti proteggerà da ogni male - Egli veglierà sulla tua vita; il Signore veglierà sul tuo entrare e uscire, ora e per sempre." - Salmo 121:7-8

PREGA PER LA COMUNICAZIONE NELLA TUA COPPIA

PREGA PER LA COMUNICAZIONE NELLA TUA COPPIA

Signore, aiuta me e il mio coniuge a comunicare sempre con grazia e comprensione. Fa' che le nostre parole portino vita e ci edifichino a vicenda, anche nei momenti difficili.

"Il vostro parlare sia sempre con grazia, condito con sale, per sapere come rispondere a ciascuno." - Colossesi 4:6

Proverbi 4:23

Proverbi 4:23 (NR06)
«Custodisci il tuo cuore più di ogni altra cosa, poiché da esso provengono le sorgenti della vita».

Viviamo in un'epoca di scroll infiniti e notifiche continue. Ogni giorno, migliaia di messaggi inondano la nostra mente attraverso social media, notizie e intrattenimento. La saggezza di Salomone parla direttamente a noi: ciò che permettiamo nel nostro cuore plasma ogni cosa, inclusa la nostra pace, le relazioni e le decisioni. È facile consumare contenuti in modo inconsapevole, senza renderci conto di come ci stiano formando. Quando oggi ti scopri ansioso o inquieto, chiediti: cosa ho nutrito nel mio cuore? Custodiscilo con cura, perché da esso scaturisce tutta la tua vita.

domenica, febbraio 01, 2026

Marco 15:15

Vangelo secondo Marco 15:15 NR06
[15] Pilato, volendo soddisfare la folla, liberò loro Barabba; e consegnò Gesù, dopo averlo flagellato, perché fosse crocifisso.

Barabba in ebraico è (בראבא Barabba). Significa "figlio del padre".

Due figli del padre stavano davanti alla folla. Uno fu sacrificato (Gesù). L'altro (Barabba) fu liberato.

Gesù non morì solo per Barabba. Morì al suo posto. Prese il posto del colpevole. E Barabba se ne andò libero.

Questa storia mi commuove ogni volta. Perché ogni volta che la leggo, ricordo chi se ne andò libero.

Io. E tu.

Io sono Barabba. Anche tu lo sei.

Siamo noi che ce ne andammo quel giorno. Liberi perché Gesù prese il nostro posto.

Colossesi 4:6

PREGA PER LA COMUNICAZIONE

Signore, aiuta me e il mio coniuge a comunicare con grazia e comprensione. Lascia che le nostre parole portino vita e si edifichino a vicenda, anche nei momenti difficili.

"Il vostro parlare sia sempre con grazia, condito con sale, per sapere come rispondere a ciascuno." - Colossesi 4:6

Come possiamo rimanere ferventi per Dio ed evitare la tiepidezza spirituale?

Come possiamo rimanere ferventi per Dio ed evitare la tiepidezza spirituale?

Iniziamo definendo biblicamente cosa significa essere "tiepidi":

«Così, perché sei tiepido e non sei né freddo né caldo, sto per vomitarti dalla mia bocca» (Apocalisse 3:16).

Gesù rimprovera la chiesa di Laodicea per la sua autosufficienza, distrazione e indifferenza spirituale. Si credevano ricchi, ma erano spiritualmente poveri.

La tiepidezza, tuttavia, non è sempre un peccato plateale. Spesso si manifesta in modi più sottili:

· Conoscere la verità, ma non esserne più toccati.
· Sostituire la convinzione interiore con il comfort.
· Riconoscere Dio, ma non cercarlo più attivamente.

Cosa significa essere “ardenti” per Dio?
Non si tratta di emotività esagerata, ma di una reattività a Lui e di un desiderio sincero di seguire il Suo cuore.
Il fuoco spirituale si mantiene con la vicinanza, non con la novità.

In Giovanni 15, Gesù dice: «Rimanete in me».
La fiamma non nasce dalla ricerca continua di nuovi studi, insegnanti o ispirazioni, né dipende sempre da motivazioni, sentimenti o nuove rivelazioni.
La fonte del fuoco è rimanere connessi a Lui.

Biblicamente, rimanere “in fiamme” significa:

1. Dimorare in Cristo ogni giorno (attraverso la Parola e la preghiera).
2. Tornare a Lui con prontezza quando lo Spirito ci convince di qualcosa.
3. Scegliere l'obbedienza piuttosto che il comfort.

Il fuoco si spegne quando:

· L'intimità diventa routine.
· La fede si riduce a una lista di cose da fare.
· Il confronto con gli altri ci spinge a "tenere il passo".

L'obbedienza alimenta il fuoco.
La Scrittura collega strettamente l'amore per Dio all'obbedienza:

«Se mi amate, osserverete i miei comandamenti» (Giovanni 14:15).

La tiepidezza inizia spesso quando:

· Sentiamo una convinzione dello Spirito, ma rimandiamo l'obbedienza.
· Giustifichiamo la disobbedienza con un "linguaggio stagionale" (usando circostanze o momenti come scusa).
· Predichiamo la grazia senza vivere la resa a Dio, trasformandola in un permesso per il peccato.

Il fuoco cresce mettendo in pratica la Parola, non solo studiandola.

«Mettete in pratica la parola e non ascoltatela soltanto, illudendo voi stessi» (Giacomo 1:22).

Il fuoco richiede pentimento, non autocommiserazione.
Gesù non dice alla chiesa tiepida di impegnarsi di più o di punirsi, ma di pentirsi e tornare a Lui:

«Tutti quelli che amo, io li correggo e li castigo. Sii dunque zelante e ravvediti» (Apocalisse 3:19).

Il pentimento non è umiliarsi o odiare se stessi. È un riallineamento: scegliere di allontanarsi dai desideri carnali per cercare di nuovo il cuore di Dio.

Per rimanere in fiamme, è utile chiedersi regolarmente:

· Dove sono diventato insensibile?
· Quale convinzione dello Spirito ho ignorato?
· Quale comfort ha preso il posto della mia resa a Dio?

Il fuoco si riaccende quando l'umiltà sostituisce l'atteggiamento difensivo.

Non possiamo rimanere accesi senza lo Spirito Santo.
Il fuoco spirituale non è autogenerato:

«Non per potenza, né per forza, ma per lo Spirito mio» (Zaccaria 4:6).

Così come il tempio fu ricostruito non con la sola forza umana ma con lo Spirito di Dio, anche la nostra vita spirituale è sostenuta non dallo sforzo, ma dal Suo Spirito.
Affidarsi solo alla disciplina, alle emozioni o alla routine porta all'esaurimento o al raffreddamento.
È lo Spirito a fornire l'“olio” che ci permette di bruciare continuamente per la Sua gloria.

Possiamo predisporre i nostri cuori a ricevere questo fuoco:

· Chiedendo allo Spirito Santo di scrutarci.
· Arrendendoci a Dio quotidianamente, non solo occasionalmente.
· Mantenendo un cuore aperto all'insegnamento e tenero verso la Sua voce.

Non si rimane infuocati cercando di provare passione. Si rimane infuocati:

· Rimanendo vicini a Cristo.
· Rimanendo obbedienti alla Sua Parola.
· Rimanendo umili nel cammino.

In sintesi:

· La tiepidezza cresce dove la convinzione viene ignorata.
· Il fuoco cresce dove si pratica la resa.

---

Domande per un esame di coscienza

1. La mia fede è tiepida o ardente per Dio?
2. Sto rispondendo alla convinzione dello Spirito, o ho imparato a rimandarla o ignorarla?
3. La mia fede mi spinge all'obbedienza o mi accomoda nel comfort?
4. Cerco Dio ogni giorno o solo quando ho un bisogno?
5. La Scrittura plasma le mie scelte, o la reinterpreto per giustificare la disobbedienza?
6. Il mio cammino produce umiltà e resa, o controllo e autoprotezione?
7. Sto veramente dimorando in Cristo, o mi affido solo a una routine religiosa?
8. Resisto quando Dio mi corregge, o mi pento e torno a Lui con prontezza?
9. La mia fede è segnata dalla dipendenza dallo Spirito o da me stesso?
10. Continuando così, mi avvicinerò a Cristo o smorzerò lentamente il mio desiderio per Lui?

Spunti per la riflessione personale

· Quando è stata l'ultima volta che mi sono sentito veramente infiammato per Dio?
· Quali abitudini o ritmi caratterizzavano la mia vita in quel periodo?
· Cosa posso imparare da quella stagione e applicare ora?

Luca 12:15

Luca 12:15 (NR06)
«Poi disse loro: “State attenti e guardatevi da ogni avarizia; perché non è dall’abbondanza dei beni che uno possiede che egli ha la sua vita”.»

È facile pensare che avere un po' di più – denaro, successo, sicurezza – possa finalmente portare pace. Gesù ci ricorda che la vita non si misura da ciò che possediamo. La contentezza non viene dall'accumulare, ma dal fidarsi di Dio con ciò che già abbiamo. Quando l'insoddisfazione si fa strada, fermati e ringrazia Dio per ciò che ti ha dato oggi.

---

Luca 12:15 (NR06)
«Poi disse loro: “State attenti e guardatevi da ogni avarizia; perché non è dall’abbondanza dei beni che uno possiede che egli ha la sua vita”.»

Contesto: Gesù sta parlando a una folla immensa (v. 1) dopo aver avvertito i discepoli sull'ipocrisia dei farisei. Un uomo della folla interrompe chiedendo a Gesù di arbitrare una questione di eredità familiare (v. 13). Gesù rifiuta di farsi giudice in tali faccende (v. 14) e coglie l'occasione per impartire un insegnamento fondamentale che va oltre la disputa legale, affrontando la radice spirituale del problema: l'avidità e l'errata comprensione della vita.

Significato del Versetto:

1. Il Duplice Comando di Vigilanza: "State attenti e guardatevi da ogni avarizia"
   · "State attenti" (Ὁρᾶτε, Horate): Imperativo che significa "osservate, badate, siate vigilanti". È un avvertimento a prestare attenzione, a essere mentalmente e spiritualmente all'erta.
   · "e guardatevi da" (καὶ φυλάσσεσθε ἀπὸ, kai phylassesthe apo): Rafforza il primo comando. Significa "proteggetevi da, tenetevi lontani da", come da un pericolo imminente.
   · "ogni avarizia" (παντὸς πλεονεξίας, pantos pleonexias): Il termine greco πλεονεξία (pleonexia) significa letteralmente "desiderio di avere di più". Non è solo l'attaccamento al denaro, ma un'insaziabile brama di possesso, di accumulo, di accaparramento che si estende a ogni ambito. L'uso di "ogni" indica che nessuna forma di questo vizio è accettabile.
2. La Ragione Fondamentale: "perché non è dall’abbondanza dei beni che uno possiede che egli ha la sua vita"
   · "perché" (ὅτι, hoti): Introduce la spiegazione teologica e antropologica del comando.
   · Gesù smaschera un'illusione universale: l'equazione tra possesso e vita. La cultura umana ritiene che l'abbondanza di beni materiali ("l'abbondanza dei beni che uno possiede", ἡ περισσεύειν τινὶ ἐκ τῶν ὑπαρχόντων αὐτοῦ) costituisca, garantisca o sia sinonimo di vita piena e sicura.
   · "che egli ha la sua vita" (ζωὴ αὐτοῦ ἐστιν, zōē autou estin): La "vita" (ζωή, zōē) qui non è il semplice esistere biologico, ma la vita autentica, piena, significativa e duratura – ciò che rende un uomo veramente vivo. Gesù dichiara con autorità che questa vita non è un prodotto dei beni posseduti. La vera vita ha un'origine e una natura completamente diversa.

In sintesi, Luca 12:15 è un potente ammonimento che rovescia i valori mondani. Gesù non sta condannando la proprietà in sé, ma l'atteggiamento interiore che vi si aggrappa come a una fonte di vita. L'avidità nasce dall'idolatria: credere che le cose possedute possano dare ciò che solo Dio può dare – significato, sicurezza, identità e vita eterna. Il versetto prepara il terreno per la parabola del ricco stolto che segue (vv. 16-21), il quale credeva che la sua vita consistesse nei suoi beni, ma quella stessa notte Dio gli ridomandò l'anima. La vera vita, Gesù insegnerà, si trova nel cercare prima il Regno di Dio (v. 31), nell'essere "ricchi verso Dio" (v. 21).

PREGA PER LA PROTEZIONE

PREGA PER LA PROTEZIONE Padre, proteggi il mio coniuge dal male e dalle insidie del nemico. Coprilo con la Tua pace e custodisci il suo cuor...