[1] Di Davide, quando si finse pazzo davanti ad Abimelec e, scacciato da lui, se ne andò. Io benedirò il Signore in ogni tempo; la sua lode sarà sempre nella mia bocca.
Mai dimenticare o trascurare di benedire il Signore. Neanche nelle situazioni più estreme ed apparentemente disperate, come quella cui fa riferimento questo primo versetto, narrata in 1 Samuele 21, 10-15, in cui Davide, per salvarsi la vita, si finge pazzo davanti a Abimelech (chiamato anche Achis, re di Gat). In quel contesto, Davide, fuggendo da Saul, si rifugiò presso i Filistei a Gat. Tuttavia, i servi di Abimelech lo riconobbero come il famoso guerriero che aveva sconfitto molti nemici di Israele. Temendo per la sua vita, Davide finse di essere pazzo: si comportò in modo insensato, facendosi sbavare sulla barba e graffiare le porte della città. Abimelech, credendolo davvero pazzo, lo cacciò via, permettendo così a Davide di mettersi in salvo.
Quindi, Davide, anziché affidarsi a Dio, per uscire da questa situazione si affidò alla propria capacità fingendo di essere pazzo?
La domanda solleva un punto interessante riguardo alla fede e all'azione umana nella Bibbia. Nel caso di Davide, il suo fingere di essere pazzo davanti ad Abimelech può essere interpretato in due modi complementari, che non si escludono a vicenda:
1. Davide usò la sua intelligenza e astuzia
Davide, come molti personaggi biblici, agì in modo pratico per salvarsi. Fingere di essere pazzo fu una strategia intelligente per evitare di essere ucciso o catturato. Questo non significa che non si fidasse di Dio, ma piuttosto che utilizzò le capacità che Dio gli aveva dato per affrontare la situazione. Nella Bibbia, l'uso della saggezza e dell'astuzia è spesso visto come un dono di Dio (ad esempio, in Proverbi 1,1-7).
2. Davide si affidò a Dio, ma agì anche in modo pratico
La fede in Dio non esclude l'azione umana. Anzi, nella Bibbia, spesso vediamo che i personaggi agiscono in modo concreto, fidandosi al contempo della provvidenza divina. Ad esempio:
Mosè alzò il bastone per dividere il Mar Rosso, ma fu Dio a compiere il miracolo (Esodo 14).
Neemia ricostruì le mura di Gerusalemme organizzando il lavoro e difendendosi dai nemici, ma pregò e si affidò a Dio per la protezione (Neemia 4).
Nel caso di Davide, il Salmo 34, che è collegato a questo episodio, è un canto di lode a Dio per la sua protezione. Davide riconosce che è stato Dio a salvarlo, anche se ha usato mezzi umani (la sua astuzia) per fuggire dal pericolo. Questo mostra che la fede e l'azione umana possono coesistere.
Conclusione
Davide non si limitò a "fidarsi ciecamente" senza agire, ma usò la sua intelligenza e le sue capacità, riconoscendo al contempo che la sua salvezza veniva da Dio. Questo episodio ci insegna che la fede non significa passività, ma può includere l'uso responsabile dei doni che Dio ci ha dato, sempre riconoscendo che è Lui la fonte di ogni salvezza e protezione.
[2] Io mi glorierò nel Signore; gli umili lo udranno e si rallegreranno.
Comportamento contro tendenza: la maggior parte delle persone tendono a gloriarsi di se stessi, delle proprie capacità. Il cristiano si gloria nel suo Signore. Questo atteggiamento è riconoscibile da altri cristiani o persone umili vicine alla via della salvezza, e può provocare in loro una reazione positiva.
[3] Celebrate con me il Signore, esaltiamo il suo nome tutti insieme.
[4] Ho cercato il Signore, ed egli m’ha risposto; m’ha liberato da tutto ciò che m’incuteva terrore.
Davide non si accontenta di celebrare ed esaltare da solo il Signore, ma vorrebbe farlo in comunione con altre persone, come è sottinteso nel precedente versetto 2 e come possiamo leggere in altri passaggi della Bibbia (ad es. Salmi 133:1 "Ecco, quant'è buono e quant'è piacevole che fratelli dimorino assieme!")
[5] Quelli che lo guardano sono illuminati, nei loro volti non c’è delusione. [6] Quest’afflitto ha gridato, e il Signore l’ha esaudito; l’ha salvato da tutte le sue disgrazie.
Non ci può essere delusione nei volti di chi guarda al Signore, ma soltanto luce. Egli infatti esaudisce la preghiera di chi si rivolge a Lui con fede e lo salva da tutte le sue disgrazie.
[7] L’angelo del Signore si accampa intorno a quelli che lo temono, e li libera. [8] Provate e vedrete quanto il Signore è buono! Beato l’uomo che confida in lui. [9] Temete il Signore, o voi che gli siete consacrati, poiché nulla viene a mancare a quelli che lo temono. [10] I leoncelli soffrono penuria e fame, ma nessun bene manca a quelli che cercano il Signore. [11] Venite, figlioli, ascoltatemi; io v’insegnerò il timore del Signore. [12] Chi è l’uomo che desidera la vita e che brama lunghi giorni per poter gioire del bene? [13] Trattieni la tua lingua dal male e le tue labbra da parole bugiarde. [14] Allontànati dal male e fa’ il bene; cerca la pace e adoperati per essa. [15] Gli occhi del Signore sono sui giusti, e i suoi orecchi sono attenti al loro grido. [16] Il volto del Signore è contro quelli che fanno il male per cancellare dalla terra il loro ricordo. [17] I giusti gridano e il Signore li ascolta; li libera da tutte le loro disgrazie. [18] Il Signore è vicino a quelli che hanno il cuore afflitto, salva gli umili di spirito. [19] Molte sono le afflizioni del giusto, ma il Signore lo libera da tutte. [20] Egli preserva tutte le sue ossa; non se ne spezza neanche uno. [21] La malvagità farà perire il malvagio, quelli che odiano il giusto saranno considerati colpevoli. [22] Il Signore riscatta la vita dei suoi servi, nessuno di quelli che confidano in lui sarà considerato colpevole.