[18] Non si udrà più parlare di violenza nel tuo paese, di devastazione e di rovina entro i tuoi confini; ma chiamerai le tue mura “Salvezza” e le tue porte “Lode”.
Interessante notare come la lode sia definita come la porta per accedere spiritualmente al cospetto del Signore.
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Contesto profetico:
Questo versetto si trova nel cuore della grande sezione finale di Isaia (cc. 40-66), che profetizza il ritorno dall'esilio babilonese e la futura gloria di Sion. Il capitolo 60 dipinge un quadro poetico della Gerusalemme restaurata, diventata il centro luminoso del mondo, verso cui convergono le nazioni e le ricchezze. È una visione del regno messianico nella sua pienezza escatologica.
Struttura del versetto:
1. Negazione della realtà vecchia: "Non si udrà più parlare di violenza... di devastazione e di rovina..."
2. Affermazione della realtà nuova: "ma chiamerai le tue mura 'Salvezza' e le tue porte 'Lode'."
Termini chiave:
· Violenza (חָמָס - ḥāmās): Ingiustizia, oppressione, sopruso. La radice del male sociale.
· Devastazione (שֹׁד - shōd) e Rovina (שֶׁבֶר - shever): Distruzione fisica e frattura sociale, conseguenze della violenza.
· Mura (חוֹמֹת - ḥomot): Simbolo di sicurezza, protezione, identità e confine della città.
· Porte (שְׁעָרָיִךְ - she'arayikh): Punto di accesso, ingresso, giudizio, commercio e incontro. È il luogo della vita civile.
· Salvezza (יְשׁוּעָה - yeshu'ah): Non solo salvezza spirituale, ma liberazione, integrità, benessere totale.
· Lode (תְּהִלָּה - tehillah): Celebrazione, glorificazione, riconoscimento pubblico della grandezza di Dio.
Significato teologico:
Il versetto annuncia una trasformazione totale dell'esistenza urbana e comunitaria:
1. La fine del ciclo del male: La violenza e le sue conseguenze (devastazione) sono eliminate alla radice. Non sono solo riparate; sono bandite dalla realtà.
2. La sicurezza come dono divino (Salvezza): Le mura, che prima servivano a difendere dalla minaccia, ora sono esse stesse la salvezza. La protezione non è più un apparato militare, ma la presenza stessa di Dio che salva. La salvezza diventa l'identità stessa della città.
3. L'accesso come atto di adorazione (Lode): Le porte, dove prima si teneva il mercato, si amministrava la giustizia e si temevano gli assedi, ora sono esse stesse "Lode". L'ingresso nella comunità e la partecipazione alla sua vita diventano un atto di celebrazione gioiosa di Dio. La relazione con l'esterno (le nazioni che entrano, v.11) è mediata dalla lode.
Nel simbolismo biblico, le porte sono il luogo del giudizio (Rut 4:1), del governo (2 Samuele 19:8) e dell'accesso. Chiamarle "Lode" significa che:
· L'accesso a questa città santa (la comunità del Regno) avviene attraverso l'adorazione, il riconoscimento di Dio come unico sovrano.
· La giustizia amministrata alle sue porte è fondata sulla lode a Dio, non sulla forza.
· Il commercio e lo scambio con il mondo (cfr. v.11: "le tue porte saranno sempre aperte") sono permeati da una gratitudine che glorifica Dio, non dall'avidità.
Conclusione:
Isaia 60:18 è una visione di shalom completo. La salvezza di Dio ("mura") garantisce una sicurezza così assoluta da permettere che ogni ingresso ("porte") nella vita comunitaria sia un atto di gioiosa celebrazione ("lode"). La tua intuizione coglie il dinamismo spirituale: nella prospettiva del Regno, non si entra per poi lodare; la lode è la porta attraverso cui si entra a far parte della realtà nuova di Dio, dove la violenza è sostituita dalla giustizia salvifica, e la paura dalla celebrazione fiduciosa.