Non è singolare che, in una normale conversazione, parlare di cristalli e oroscopi appaia spirituale e aperto, mentre confessare fede in Cristo sembri spesso irragionevole, persino fanatico?
Il mondo accoglie qualsiasi spiritualità che non lo sfidi radicalmente. Fidarsi dei cristalli sembra innocuo: non giudica, non trasforma, non chiede nulla. È una spiritualità a nostro servizio.
Cristo, invece, viene evitato con ogni mezzo, perché è Lui che ci affronta. Mette a nudo i peccati in cui preferiamo crogiolarci, piuttosto che rinunciarvi. La Sua luce è scomoda; rivela le catene che abbiamo imparato a chiamare libertà.
Eppure, il paradosso glorioso è proprio questo: è questo stesso Cristo, l’unico che osa condannare il nostro peccato, l’unico che ha il potere di strapparci da esso. Ci libera proprio da quelle catene a cui il mondo ci invita ad adattarci. Ci offre non un semplice conforto, ma una rivoluzione.
Il mondo teme Colui che non si può aggiustare ai nostri desideri, ma che ci trasforma secondo il Suo amore.