[7] Poiché il Signore, Dio, non fa nulla senza rivelare il suo segreto ai suoi servi, i profeti.
Analisi ridotta di Amos 3:7 (NR06)
Struttura del versetto:
1. Affermazione della sovranità divina: "Il Signore, Dio, non fa nulla"
2. Principio della rivelazione preventiva: "senza rivelare il suo segreto ai suoi servi, i profeti."
Contesto profetico immediato:
Il versetto conclude una serie di domande retoriche (vv. 3-6) che stabiliscono relazioni di causa-effetto. Serve come principio teologico generale che legittima l'ufficio di Amos: il profeta parla perché Dio gli ha prima rivelato i suoi piani.
Termini chiave:
· Segreto (סוֹד - sôd): Il "consiglio confidenziale" o piano deliberativo di Dio, specialmente riguardo al giudizio imminente.
· Suoi servi, i profeti: Titoli in apposizione. I profeti sono prima di tutto servi di Dio, sottolineandone la dipendenza e la funzione di portavoce autorizzati.
Significato sintetico:
Il versetto stabilisce che Dio, nella sua sovranità, si impegna a rivelare i suoi piani d'azione (specialmente di giudizio) ai suoi profeti prima di eseguirli. Questo non è per curiosità, ma per:
1. Legittimare il messaggio profetico come autenticamente divino.
2. Dimostrare la giustizia di Dio, che avverte prima di agire.
3. Garantire che il popolo non sia colto di sorpresa senza aver avuto un'opportunità di ravvedimento (cfr. Amos 4:6-12).
Conclusione essenziale:
Amos 3:7 è il fondamento dell'autorità profetica. Spiega perché il profeta può parlare con certezza del futuro: non perché conosce il futuro in sé, ma perché Dio gli ha rivelato il Suo piano deliberativo (sôd). L'annuncio di Amos sul giudizio è quindi inevitabile, perché riflette una decisione già presa nel consiglio divino.