[27] Ma subito {Gesù} parlò loro e disse: «Coraggio, sono io; non abbiate paura!»
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Contesto narrativo immediato:
Questo versetto rappresenta il momento cruciale dell'episodio della camminata di Gesù sulle acque (Matteo 14:22-33). Dopo aver sfamato le folle, Gesù costringe i discepoli a precederlo in barca sul lago. Durante la notte, vengono sorpresi da un vento contrario che ostacola la navigazione. Nel cuore della tempesta, vedono Gesù avvicinarsi camminando sul mare. Terrorizzati, gridano: «È un fantasma!» (v.26). Il versetto 27 contiene la prima e fondamentale risposta di Gesù a questo terrore.
Struttura del versetto:
1. L'iniziativa immediata: "Ma subito Gesù parlò loro".
2. Il triplice annuncio salvifico:
· Un comando che infonde forza: "Coraggio".
· Una rivelazione identitaria: "sono io".
· Un ordine liberatorio: "non abbiate paura!".
Termini chiave e sfondo biblico:
· "Subito" (εὐθέως): Sottolinea la prontezza della reazione di Gesù. Non permette che il loro panico si prolunghi.
· "Coraggio" (Θαρσεῖτε - Tharseite): Non è un semplice incoraggiamento, ma un imperativo a riprendere forza e vigore. È la parola con cui Gesù inaugura gli atti di salvezza (cfr. Matteo 9:2,22).
· "Sono io" (ἐγώ εἰμι - egō eimi): Questa è la dichiarazione teologicamente carica. Nell'Antico Testamento greco (LXX), è la formula con cui Dio rivela il suo nome (Esodo 3:14). Camminando sul mare (simbolo del caos primordiale), Gesù si presenta come il Signore divino che domina sul caos e sulla morte. È una teofania.
· "Non abbiate paura" (μὴ φοβεῖσθε - mē phobeisthe): È la tipica parola di rassicurazione divina di fronte a una manifestazione soprannaturale (cfr. Luca 1:13,30; 2:10). Disarma la paura istintiva dell'uomo di fronte al sacro.
Significato teologico:
Il versetto concentra in sé il significato profondo dell'intero episodio:
1. Rivelazione di identità: Gesù si manifesta non come un fantasma minaccioso, ma come il "Io Sono", il Dio vivente che viene incontro al suo popolo nella tempesta.
2. Sequenza della salvezza: La paura nasce dall'incomprensione ("è un fantasma"). La salvezza nasce dalla rivelazione ("sono io"), che fonda la fiducia ("non temete"). La parola di Gesù placa prima la tempesta interiore dei discepoli, poi quella esteriore (v.32).
3. Fondamento per la fede: La proclamazione "sono io" è il fondamento sicuro su cui Pietro potrà poi osare la sua sfida ("Signore, se sei tu...", v.28). La fede autentica si basa sulla corretta identificazione di chi è Gesù.
Conclusione essenziale:
Matteo 14:27 è molto più di un conforto emotivo. È una proclamazione cristologica fatta nel momento del pericolo. Gesù rivela di essere il Signore sovrano sulla creazione e sul caos. Il suo "Coraggio" non invita a un eroismo umano, ma a trovare forza nella sua identità divina rivelata. Il "non temete" diventa possibile solo perché chi si avvicina è il "Io Sono", il Dio che salva. Questo versetto insegna che la presenza di Cristo, riconosciuta nella sua vera natura, è l'unica risposta definitiva alla paura umana, in qualsiasi tempesta.