Torniamo alla Bibbia e vediamo cosa ha realmente insegnato Gesù e non cosa è facile da seguire.
I. Gesù parlava più di peccato che di autostima.
Non è venuto per far sentire le persone meglio con se stesse. È venuto per rivelare la verità sui nostri cuori.
"Se non vi ravvedete, perirete anche voi tutti." (Luca 13:3)
Il Vangelo svela i luoghi oscuri in cui ci nascondiamo. Non possiamo saltare questo passaggio e definirci seguaci.
II. Gesù mise in guardia dal giudizio più che dalle benedizioni.
Molti vogliono promesse di prosperità. Gesù parlò di responsabilità, giustizia e conseguenze eterne.
"Entrate per la porta stretta, perché larga è la porta e spaziosa la via che conduce alla perdizione." (Matteo 7:13)
Seguirlo non è sempre comodo, ma è reale.
III. Gesù disse "pentitevi", non "sentitevi meglio".
Il pentimento non è terapia. Significa allontanarsi dal peccato e allinearsi alla volontà di Dio. "Pentitevi, perché il regno dei cieli è vicino." (Matteo 4:17)
È l'inizio della vita in Cristo. Non un suggerimento.
IV. Gesù si aspettava sacrificio, non comfort.
Chiamò i suoi seguaci a lasciare tutto: sicurezza, beni, persino la famiglia a volte. "Se qualcuno vuole essere mio discepolo, rinunci a se stesso, prenda la sua croce ogni giorno e mi segua." (Luca 9:23)
Il comfort non è l'obiettivo; l'obbedienza lo è.
V. Gesù ha promesso sofferenza, non facilità.
Non ha addolcito il viaggio.
"In questo mondo avrete tribolazioni. Ma fatevi coraggio! Io ho vinto il mondo." (Giovanni 16:33)
Una vita fedele comporta prove; e la croce è la prova che Dio può redimerle.
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Gesù insegna ancora le stesse dure verità oggi.
Lo stai seguendo pienamente o solo le parti che ti fanno sentire al sicuro?