lunedì, gennaio 26, 2026

Abacuc 2:3

Abacuc 2:3 (NR06)
«Poiché la visione è ancora per un tempo fissato; ma alla fine parlerà e non mentirà. Anche se si fa aspettare, attendila, perché certamente verrà, e non tarderà».

L'attesa può essere scoraggiante quando nulla sembra cambiare. Questo versetto ci ricorda che Dio opera con uno scopo e un tempo preciso, e non agisce in fretta. Un ritardo non significa un rifiuto. Dio è ancora all'opera, anche quando il progresso sembra lento. Se sei stanco di aspettare, non arrenderti. Continua a fidarti di Dio oggi, anche se il domani ti sembra incerto. Ciò che ha promesso si compirà al momento stabilito.

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Abacuc 2:3 (NR06)
«Poiché la visione è ancora per un tempo fissato; ma alla fine parlerà e non mentirà. Anche se si fa aspettare, attendila, perché certamente verrà, e non tarderà».

Contesto: Il profeta Abacuc ha sollevato una drammatica lamentela a Dio, scandalizzato perché Egli usa i Caldei (Babilonesi), un popolo ancora più malvagio, per punire Giuda (cap. 1). Dopo aver atteso in preghiera sulla sua torre di vedetta (2:1), riceve la risposta di Dio. Questo versetto è il cuore della risposta divina riguardo al destino degli oppressori e alla realizzazione del giusto giudizio di Dio. Non è una promessa generica, ma una garanzia specifica sulla visione profetica appena ricevuta (la rovina del superbo e la vittoria finale della fede, 2:4).

Significato del Versetto (Struttura Chiara):

1. La Sovranità del Tempo Divino: "Poiché la visione è ancora per un tempo fissato"
   · La "visione" (חָזוֹן, chazon) è il messaggio profetico di giudizio e di speranza che Dio ha appena dato ad Abacuc. Non si realizzerà immediatamente, ma "per un tempo fissato" (לַמּוֹעֵד, lamo'ed), un'appuntamento stabilito, un'epoca precisa decretata dalla sapienza sovrana di Dio. Il suo compimento è certo, ma non istantaneo.
2. L'Affidabilità Assoluta della Parola di Dio: "ma alla fine parlerà e non mentirà"
   · La visione non è un sogno vago. Allo scadere del "tempo fissato", essa "parlerà" (תְדַבֵּר, tedabber), cioè si manifesterà con potenza, si realizzerà nella storia. È personificata come un agente fedele.
   · La doppia negazione "non mentirà" (וְלֹא יְכַזֵּב, velo yechazzev) è un giuramento sulla fedeltà di Dio. La Sua parola profetica non delude, non tradisce, non si rivela falsa. È una roccia.
3. Il Comando alla Fede Paziente: "Anche se si fa aspettare, attendila"
   · Dio conosce la tentazione umana durante l'attesa: lo scoraggiamento, il dubbio che forse la visione non si avvererà. Il verbo "si fa aspettare" (יִתְמַהְמָהּ, yitmahmah) indica un indugio, un ritardo percepito.
   · La risposta è un imperativo: "attendila" (חַכֵּה, chakkeh), che significa "aspettala con speranza, attendila pazientemente, restale attaccato". Non è una passiva rassegnazione, ma una vigile e fiduciosa perseveranza.
4. La Doppia Certezza Escatologica: "perché certamente verrà, e non tarderà"
   · Qui sta il paradosso della fede. Dal punto di vista umano, la visione "si fa aspettare". Dal punto di vista divino, essa "non tarderà" (לֹא יְאַחֵר, lo ye'acher). La chiave è nella prospettiva di Dio.
   · "Certamente verrà" (כִּי-בֹא יָבֹא, ki-vo yavo) è una costruzione ebraica che esprime la massima certezza assoluta: "verrà, sì, verrà!". Non c'è spazio per forse. Il suo arrivo è inevitabile come il sorgere del sole.

In sintesi, Abacuc 2:3 è il versetto-cardine della fede nell'era dell'attesa. Rivela che il silenzio o l'apparente inazione di Dio non sono indifferenza, ma il rispetto di un suo calendario perfetto. Il credente è chiamato a vivere nella tensione tra due verità:

· Umana: La realizzazione delle promesse di Dio può sembrare ritardata.
· Divina: La sua parola è infallibile e si compirà esattamente a suo tempo, senza un istante di ritardo nel disegno eterno.

La fede autentica, quindi, non si misura nell'immediatezza della risposta, ma nella capacità di attendere sulla parola di Dio, certi che ciò che Egli ha detto è più reale e sicuro di qualsiasi evidenza contraria presente. È il fondamento per ogni speranza cristiana: Cristo è la "visione" certa; la sua venuta finale è il "tempo fissato".

Abacuc 2:3

Abacuc 2:3 (NR06) «Poiché la visione è ancora per un tempo fissato; ma alla fine parlerà e non mentirà. Anche se si fa aspettare, attendila,...